Beaver Creek, il commento tecnico del gigante

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Secondo ogni pronostico, Ted Ligety rimette le cose in chiaro e torna alla vittoria nel secondo gigante sulla Birds of Prey. Passano solo due giorni, ma cambiano le condizioni della neve, resa particolarmente aggressiva dalla temperatura polare che gela il Colorado. Una prima manche equilibrata, con Pinturault, Hirscher, Svindal e Ligety nell’ordine, separati da soli 14 centesimi. Tutti bravi, ma nella manche decisiva, solo a sprazzi alcuni atleti hanno impensierito lo statunitense. Il primo intermedio vede Davide Simoncelli più veloce di tutti (9° a fine gara), grazie ad un’interpretazione perfetta, sempre in conduzione. Alcune sbavature con conseguente perdita di linea e velocità, compromettono il resto della prova. Il risultato finale è comunque positivo e lascia ben sperare per le prossime gare su piste certamente più idonee alle caratteristiche tecniche dell’atleta di Rovereto.
Marcel Hirscher si conferma e porta a casa il secondo posto. Nulla da dire sulla sua performance se non forse una gestione delle 2 prove con un leggero margine rispetto a domenica scorsa.
Bravo anche Kjetil Jansrud, fenomenale in entrambe le manche dal primo intermedio in poi. La prima parte di gara invece, gli costa più di un secondo tra le due prove, distacco che avrebbe consentito al norvegese di vincere.
Ma la regolarità è per forza di cose una necessità e Ligety ne è la prova. La seconda manche è da manuale. Sempre in linea, riesce a ‘carvare’ dove gli altri mettono gli sci di traverso. Nonostante inclinazioni estreme con gli arti inferiori, la parte alta del corpo è sempre in anticipazione motoria consentendogli di riportarsi centrale in brevissimi spazi, uscendo dalla curva in spinta, con grande velocità. Anche quest’anno, pare impossibile individuare un avversario in grado di precederlo in gigante.

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