Alexandra Meissnitzer: «Lehmann in FIS? Una sorpresa. Servono nuove idee»

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Tempi che cambiano, opinioni che si ribaltano. Idee diverse improvvisamente coincidenti. A metà agosto Swiss-Ski è stata colpita da una notizia “bomba”. Il co-presidente Urs Lehmann (56 anni), ex iridato in discesa a Morioka 1993 da atleta, si è dimesso dal suo incarico per passare alla Federazione Internazionale Sci (FIS), dove assumerà il nuovo ruolo di CEO (di fatto amministratore delegato), creato appositamente. Lehmann ha lavorato per 19 anni presso Swiss-Ski e la decisione di andarsene non è stata facile. Ma il nuovo incarico lo ha attratto, spiega.

La decisione è giunta inaspettata, non solo per la Svizzera, ma anche per altre nazioni sciistiche: «È stata una sorpresa per tutti noi», ha dichiarato l’ex star dello sci austriaca Alexandra Meissnitzer (52) al quotidiano “Krone”. Aggiungendo: «Perché si sa che Lehmann era uno dei più grandi critici di Johan Eliasch». Lehmann e il boss della FIS non andavano d’accordo da tempo. Ma grazie a intense discussioni, lo svizzero ha conosciuto Eliasch sotto un altro punto di vista. E ora Lehmann è convinto «che andremo d’accordo».

Brignone e Shiffrin a Lienz © Agence Zoom

Anche Meissnitzer sembra convinta di questo. Ritiene molto intelligente portare Lehmann alla FIS. In Svizzera ha «fatto un ottimo lavoro» e conosce il settore alla perfezione. Inoltre, ha «un ottimo rapporto con i presidenti delle varie federazioni» ed è in grado di costruire ponti, cioè amicizie importanti. 

Alexandra Meissnitzer potrà constatare di persona quanto Lehmann sia bravo nel suo lavoro. Alla fine di luglio, la doppia campionessa del mondo del 1999 (superG e slalom gigante) ha lasciato dopo 17 anni il suo lavoro di esperta di sci presso l’ORF. Dopo i Campionati Mondiali di Saalbach (Austria), ha capito «che era giunto il momento di cambiare». Anche lei entra a far parte della FIS, assumendo la direzione di progetti speciali nell’ufficio presidenziale.

Nel suo nuovo lavoro vuole contribuire a mettere maggiormente in luce gli atleti: «Si tratta dello sci, del quadro generale, non di potere ed ego, questo mi sta a cuore», afferma Meissnitzer. Ma la sua visione non si ferma qui. È convinta che senza una commercializzazione centralizzata non sia possibile far crescere lo sport nel lungo periodo. Ciò è possibile solo in collaborazione con le federazioni nazionali. Meissnitzer immagina anche di ampliare la Coppa del Mondo, ad esempio con gare in Sudamerica e Asia. «Dobbiamo essere aperti alle nuove idee, dobbiamo fare in modo di sopravvivere, di non scomparire come disciplina sportiva».

Per il momento, però, le gare rimangono in Europa e Nord America. Tra circa un mese e mezzo inizierà la nuova stagione con i due slalom giganti a Sölden (Austria).

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