Cade a Moeltall e si rompe il crociato

Primo giro sulle nevi perenni austriache di Moeltall fatale per Alex Zingerle. Il ladino di La Ila, ricordiamo fra l’altro che il training degli azzurri si è svolto su neve dura e quindi in condizioni ottimali, è caduto ed ha avvertito una rotazione al ginocchio destro.

OPERATO A INNSBRUCK – E’ stato celermente trasferito per degli accertamenti all’ospedale di Brunico e si è parlato subito di rottura del crociato. Allora si è recato a Innsbruck dove si è fatto operare al ginocchio. Così, il ’92 in forza al gruppo Coppa del Mondo, saluta la stagione agonistica 2014-2015. Un vero peccato.

 

9 COMMENTI

  1. Vedo che siamo tutti concordi su quanto siano obsoleti gli attacchi,specie se rapportati alle forze in gioco sugli sci attuali. Ovvia quindi la risposta:se l'attacco resta basato su una molla e le forze aumentano,l'unico modo per contrastarle è quello di indurire la molla,cosa che in questo caso si ottiene solo con la compressione.E' quindi indubbio che qualche studio sull'argomento che portasse ad un reale riconoscimento delle forze di trazione,non solo trasversale o verticale come ora,potrebbe portare notevoli benefici. Resta però il problema in conduzione di curva e nella tipica situazione di "esterno scarico che sbatte",che sono le condizioni più temute per uno sgancio non voluto e quindi le maggiori imputate delle regolazioni paurose che vediamo sugli sci degli agonisti (e degli imbecilli che vogliono emularli).Un sistema che fosse in grado di riconoscere tali situazioni,non facendo sganciare l'attacco pur tarato a livello umano sarebbe da Nobel! Mi sembra che anche sugli sci siamo concordi: l'uso sul campo ha sconfessato totalmente quanto riportato dalla FIS sulle sciancrature. Lo sci GS da 35m è terribilmente più faticoso del 27,viaggia comunque in curva alle stesse velocità,e si è rivelato più difficile da svincolare,creando di fatto una maggiore propensione per il classico "sci da una parte e ginocchio dall'altra". Da ultimo rispondo a Cevedale sulla questione "pompati". Come sempre le esagerazioni non vanno mai bene. Far lavorare muscolarmente con carichi massimali per aumentare la massa un giovane di 15-18 anni,che è ancora in crescita,è altamente pericoloso in generale e per la schiena in particolare.A maggior ragione nello sci dove la colonna è iperstressata dando frequentissimi problemi anche nei giovanissimi. Vero è che,comunque,i problemi di cui stiamo discutendo portano alla necessità di buona muscolatura e forza,quindi sì alla preparazione atletica ma con rispetto assoluto dell'atleta e,soprattutto,del singolo,in quanto ognuno deve sapere cosa e quanto fare per non avere danno anzichè beneficio. Penso che Kristoffersen sia il miglior esempio di come un giovane,con fisico ancora in evoluzione e non certo colossale,possa sciare a livelli eccelsi

  2. @CEVEDALE, ottima osservazione. In effetti atleti come Mayer, Heberharter, Tomba Cuche e Svindal hanno subito infotuni molto diversi, ma mai quelli relativi all'articolazione del ginocchio. Sembrerebbe che: se sei un colosso non avrai problemi alle ginocchia.

  3. auguri Alex sei giovane e ti potrai riprendere.

    GPA e vero quello che dici in merito agli attacchi e degli infortuni ma i "domenicali" si fanno male a bassa velocità mentre gli atleti ad alta velocità. Come dice Zano alcuni atleti non anno mai avuto questi problemi. parlando degli atleti moderni Tomba Maier Svindal seppure potentissimi non hanno sofferto di questi problemi forse i loro tendini erano proporzionati alla massa muscolare? Oggi vedo aspiranti che sembrano tori ed mi viene in mente l'incidente alle olimpiadi della Compagnoni.Da professionista ed addetto ai lavori cosa ne pensi di questi atleti dotati tutti di potenza "innaturale"?
    grazie

  4. Auguri ragazzo,il futuro è ancora nelle tue mani!!!

    Per quanto concerne gli infortuni sono anni che sostengo la vetustà dell'attacco inteso nel suo modello di struttura attuale e risalente a 30 anni fà,la FIS ha voluto invece andare a parare con le sciancrature tanto per dare una "rinfrescata"al parco attrezzi di tutti gli atleti,con una enorme impennata di costi e risultato a livello infortuni nettamente peggiorato(questa la dice lunga su coloro che gestiscono il baraccone).
    Le forze in campo con i nuovi attrezzi sono ancora maggiori delle precedenti poichè un raggio più ampio di curva da contenere all'interno di un determinato tracciato poco diverso dal passato determina sforzo più intenso,vorrei dire più teso.
    Le carvature iperboliche dello sci precedente consentivano percorrenze a velocità incredibili ma anche maggior raccordatura e omogeneità di movimento,cosa ora diventata più difficle da attuare e non per questo le velocità sono diminuite.

  5. A suo tempoin altri forum avevo già evidenziato che il problema attuale risiede nell'attacco, che ha una tecnologia assolutamente ferma agli anni 80. Se la FIS per regolamento imponesse attacchi con tatatura inferiore ai 15DIN forse obbligherebbe le aziende ad investire su questo particolare dell'attrezzatura imponendo l'installazione di accellerometri e microprocessori volti a riconoscere maggiormente le tipologie di trazioni letali per le articolazioni.
    Siamo arrivati ad introdurre dei paraschiena con l'Air Bag, forse è il caso di applicare l'elettronica per rendere più intelligenti gli attuali attacchi meccanici "a molla".

  6. Ti ringrazio … da quanto scrivi si deduce che gli attacchi di "sicurezza" andrebbero quasi completamante ristudiati. Effettivamante lo sgancio è ancora gestito da molle come il vecchio formaggino della Marker. Sarebbe un bel campo di studio universitario.

  7. Cerco di risponderti da medico che si è distrutto entrambe le ginocchia e genitore di atleti che hanno già dato abbondantemente anche loro,anche se è una risposta molto difficile da dare e assolutamente non univoca. I fattori che portano lo sci moderno a maggiori torsioni sul ginocchio rispetto a quanto accadeva 20 e più anni fa sono molti. In prima battuta si diceva fossero le eccessive sciancrature,ma la scelta di ridurle sempre più specie in GS ha dimostrato che non era vero o lo era solo parzialmente,e infatti le lesioni sono aumentate. C'è una molto maggiore velocità di percorrenza in curva e una molto maggiore tenuta della curva da parte dello sci,cose che,unite ad una maggiore rigidità e altezza dello scarpone,portano ad un aumento notevole di carico quasi solo ed esclusivamente sul ginocchio. Inoltre questa situazione ha portato ad alzare notevolmente la regolazione degli attacchi:se 15 anni fa un gigantista di 70 Kg aveva l'attacco regolato sul 10-12,ora quella regolazione la trovi sullo sci del bambino di 40 Kg. Ne ho discusso parecchio con i responsabili della ditta che aiutava mio figlio in occasione del suo infortunio (una strana lussazione della rotula senza rottura dei legamenti alari nè del crociato)e la risposta,poco convincente,è stata che,quale che sia la taratura dell'attacco,il movimento di torsione porta comunque allo sgancio. Questo però non è credibile,perchè se così fosse allora la regolazione,che è prorio del "carico di sgancio",non avrebbe ragione di esistere. Il problema fondamentale è che questi attrezzi attuali,estremamente performanti,risultano comunque più difficili da sganciare dalla presa,quindi molte lesioni avvengono al momento dell'errore e non alla caduta.In questa fase interviene la problematica dell'attacco,in quanto a seconda della direzione del carico questo può inesorabilmente restare chiuso. Sono diminuite le fratture tibiali,escluso il piatto che è quasi un tutt'uno col ginocchio,si sono quasi azzerate quelle basse a livello caviglia,grazie alla scarpa alta e rigida,ma sono aumentate in modo esponenziale le lesioni articolari del ginocchio. E se gli agonisti sono al top in questa classifica,data l'esasperazione dei materiali,anche tra i turisti si è vista la stessa variazione di lesioni,con notevole incremento di rotture di crociato e collaterali anche tra i "domenicali"

  8. Zingerle, Romano, Del Sante, Moelgg, … è un'ecatombe. Se andiamo avanti così, per le prossime gare di Coppa verranno convocati i ragazzi del Topolino. Come mai gente come Tomba, Stenmark, Thoeni, Gros, … non si sono quasi mai fatto nulla, invece oggi si rompono tutti con grande facilità ? dipende, come si diceva, dal tipo di sci ? … o da cos'altro ?

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