Alberto Schieppati e la gestione di Annette Belfrond: «Puntavamo a risultati secchi e non alla generale del GPI»

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Giù il sipario sulla stagione del Gran Premio Italia. Non si conoscono ancora le modalità con cui la Fisi procederà, ma leggendo le classifiche Annette Belfrond è prima con 522 punti, seguita da Martina Piaggio con 416 punti e da Sophie Mathiou con 394 punti. Belfrond è una 2002 ed è stata seguita dal Crammont, oltre che dai tecnici del Comitato Asiva. Nello staff del club anche Alberto Schieppati, ex gigantista azzurro di Coppa del Mondo. 

Alberto, ti aspettavi questo primo posto?
«No, non era l’obiettivo stagionale. Una 2002 non doveva ancora puntare alla classifica generale, ma solo a qualche “sfiammata”. Lavorare sulla generale avrebbe voluto dire gestire la questione dei punteggio e non va bene perché una volta che entri in squadra questo non te lo puoi permettere: devi andare forte senza fare calcoli». 

Inizio di stagione non così semplice per Annette…
«Nelle prime gare del Gran Premio Italia aveva problemi con le spalle: continuavano a uscirle ed è stata bravissima perché ha fatto un lavoro pazzesco di rinforzo. Ogni tanto era preoccupata, è però stata determinata e ha vinto qualche paura». 

Annette Belfrond

Risultati importanti per entrare in un gruppo sportivo?
«Per come sta andando il mondo sì. Puntavamo sulla partecipazione ai Giochi Olimpici Giovanili e a risultati e vittorie nelle Fis e nelle gare del Gran Premio Italia. Abbiamo spinto sugli allenamenti affinché fosse pronte per le competizioni importanti. Essere in un Centro Sportivo ti consente di avere la giusta serenità per proseguire».

Ti aspettavi qualcosa di più dagli YOG?
«Questi ragazzi hanno gareggiato su piste davvero barrate e a volte sono inesperte, che non significa essere lente, più che altro non sono abituate a quel tipo di terreno. Erano gare bellissime e sarebbe stata straordinaria una sua medaglia. Le svedesi per esempio hanno un percorso diverso: sono in meno, sono selezionate prima e di conseguenza prima arrivano in Coppa Europa. Annette è brava sul duro, certo che il barrato lo devi masticare per un po’».

Tu e lei avete fatto una programmazione diversa, rispetto al club?
«No, per certo però il club ha dato grande disponibilità, anche economica, per poterla seguire in tantissime occasioni. Gestire il suo programma non è stato semplice perché abbiamo calibrato allenamenti e gare, facendo attenzione ai materiali e gestendo trasferte per abbassare i punti o giornate di riposo». 

Preoccupato per il Coronavirus?
«Molti lo hanno sottovalutato, noi per esempio abbiamo preferito non andare ai superG Fis di Antagnod. Il lato agonistico in questo momento passa in secondo piano, ci vuole responsabilità da parte di tutti, forse andavano prese decisioni serie ancor prima e parlo anche della Coppa del Mondo». 

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