Nel mese di marzo, abbiamo passato una mattina sulle piste di Limone Piemonte con Alberto Princiotta, responsabile Giovani dello Ski College Limone. In una giornata di sole e allenamenti in gigante, Princiotta tocca con Race tanti temi legati allo sci giovanile: dallo sviluppo di giovani atleti alla sua storia con lo Ski College Limone, che parte da lontano.
Princiotta, infatti, ha frequentato terza, quarta e quinta liceo a Limone, di cui un anno in convitto. Il suo predecessore, Nicola “Nick” Andreani, lasciava il ruolo per andare al Comitato Abruzzo, e «con Steu Dalmasso c’è sempre stato un ottimo rapporto. Ci vedevamo spesso alle gare, ero suo atleta. Ero ancora molto legato allo Ski College, volevo e voglio aiutare tanti atleti che fanno un percorso simile al mio dal punto di vista agonistico e scolastico».
Quando arrivano alla categoria Giovani, nessun atleta dello Ski College Limone è già “troppo spremuto”, dice Princiotta, a cui è caro il tema dell’abbandono precoce di tanti ragazzi che si stufano a causa dell’esasperazione nei primi anni di attività: «In generale penso si possa fare qualcosa di diverso nelle categorie inferiori. Non necessariamente pali, anzi. Sarebbe importante lavorare più su altro, anziché girare in continuazione tra i pali. Più si è piccoli, più si dovrebbe fare tanto di tutto: dallo ski cross che è la novità dell’anno qui a Limone, al telemark, al freeride».

«A me non piace vedere dei robottini – continua Princiotta –. Non creiamo piccoli robot facendo questo, quest’altro e basta. Mi piace guardare come scia un atleta, senza che io dica nulla. Ognuno ha i suoi punti di forza e le sue debolezze: i primi vanno mantenuti, le seconde migliorate. Bisogna partire dalla singolarità di uno stile, senza bloccare nessuno su uno standard».
Tra Giovani e Master, il gruppo che segue Princiotta è di 26 atleti. In tutto sono tre allenatori: Federico Lo Forte e Chiara Teroni, oltre a Princiotta. Alcuni di questi atleti hanno sciato anche 50 giorni complessivi, con una trasferta anche in capannone ad Amnéville, in Francia. Le prime uscite tra Les 2 Alpes e Stelvio e «sono tutti molto contenti di ciò che proponiamo. A volte vogliamo un po’ cambiare mete e zone in cui ci alleniamo, ma per esempio fare uno stagionale allo Stelvio ci aiuta a limitare i costi» dice il coach.

Secondo Princiotta, riconoscere un talento fenomenale non è la parte difficile del lavoro, e nemmeno quella più stimolante. «Il talento in Italia sarà sempre quello più chiacchierato: “C’è questo forte”, “Adesso c’è quest’altra forte”. Quello che piace a me, invece, è allenare atleti medi, che però a furia di lavorare, capire e provare, migliora e cresce. E più da piccolo hai sperimentato e provato, anche chi non era un talento assoluto poi arriva. Un talento sì che è facile da spremere».
L’annata dei Giovani dello Ski College Limone è più che soddisfacente, per il loro responsabile: «Sono molto contento del gruppo di allenatori e di ragazzi. Si stanno comportando bene umanamente. Per quanto riguarda i risultati, ognuno sta progredendo a seconda del proprio livello. Ma la cosa che mi rende più contento è il gruppo» conclude Princiotta.



