L'esultanza di Henrik Kristoffersen © Agence Zoom

Per la World Cup maschile due gare di slalom di seguito, non succede quasi mai: Santa Caterina con poca pendenza e terreno durissimo, Adelboden con una parte ripidissima e neve ‘salata’. Differenze abissali ma incredibilmente, il risultato è uguale! Come in Formula 1 le due Mercedes Kristoffersen e Hirscher a dettar legge scambiandosi le posizioni, con il buon Khoroshilov sempre davanti nella prima manche e poi inesorabilmente terzo. Quanto mi piace Kristoffersen, e non da oggi, fin dalle prime volte che l’ho visto in azione mi ha colpito. A tutti per scherzo raccontavo che aveva una mamma italiana e l’avremmo presto naturalizzato, come di moda in tanti altri sport. Più che una allegra ‘burla’ era la nascosta speranza che fosse nato da noi un talento simile. Certo Hirscher è un campione assoluto che sta scrivendo la storia dello sci, è una macchina da vittorie, non sbaglia mai.  Per ora, fra i due, non c’è confronto e forse Kristoffersen non lo eguaglierà mai ma, il suo modo di sciare rappresenta una finestra tecnica che ci proietta con lo sguardo sul futuro dello sci. Un sci, come ho già scritto, fatto di movimenti totalmente eccentrici: con il vantaggio di avere una possibile espressione di forza maggiore di un buon 20%, con la possibilità di modulazione della contrazione muscolare migliore, con un tempo esecutivo anticipato che gli permette di correggere l’errore.

ALLARGANDO IL CAMPO –  Tanti sono i giovani o per lo meno i volti nuovi che si stanno affacciando in slalom, sono ancora frenati da numeri di partenza proibitivi ma, appena riusciranno a scalare la start list saranno dolori per i tanti atleti che vivacchiano speculano su un buon numero di partenza. Tutto ciò sta rendendo più lento il ricambio generazionale in atto.

GLI AZZURRI – Vedo gli slalomisti Italiani poco sereni! Indubbiamente Gross ha fatto una buona gara ma basta analizzare i parziali delle sue due manche: 6°-3°-13°-20° nella prima, 4°- 6°-16°- 23° nella seconda, per capire come, dopo un buon avvio, Sabo ha tirato il freno a mano accentuando il ritardo proprio dove lo scorso anno ha conquistato la sua prima vittoria. Discreto Razzoli, dopo il solito errore nella prima manche, secondo me già corsa non “a tutta”, decide anche nella seconda di portare a casa utili punti per la World Cup Start List. Lui stesso ci dà appuntamento alle prossime gare, che probabilmente correrà all’arrembaggio, con ampi ed eloquenti gesti al traguardo. Razzo è così prendere o lasciare. Buoni punti per Tonetti 17°, il 14° tempo in entrambe le manches dimostra il suo valore attuale. Thaler replica la gara di Santa Caterina con due sessioni diametralmente opposte. Più in generale tutti i nostri segnano parziali alti nel tuffo sul ripido e nell’ultima parte, dove occorre estrema decisione e dove di solito siamo maestri. E’ proprio questo che mi fa dire che oggi non c’era la serenità giusta per prendere rischi. Prova ne sono anche le uscite e gli errori nei punti chiave della gara, un Moelgg dato in forma in allenamento ne è l’esempio lampante.

IL FUTURO – Coraggio, gennaio è il mese dello slalom, sarebbe imperdonabile farlo passare senza acuti! L’obiettivo per una squadre come la nostra deve per forza continuare ad essere la vittoria o in seconda battuta il podio!

P.s. Che peccato non aver corso il gigante, da sempre uno dei più belli e spettacolari della Coppa del Mondo.

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