Come Stenmark. Meglio di Stenmark. Perché anche il cannibale svedese aveva saputo imporsi 5 volte nel tempio dello slalom gigante, ad Adelboden. Ma non di fila. Odermatt, che ha ancora diverse stagioni davanti a sé, se vorrà, migliora questo primato.
Scia con intelligenza tattica in una seconda manche funestata dalla scarsa visibilità , e trionfa in 2’32″23. Quinta vittoria consecutiva sul Chuenisbärgli, mai nessuno come lui. Sul podio un ottimo Braathen, staccato di 0″49, e Leo Anguenot, francese, bravissimo nella seconda manche, terzo in rimonta di una posizione, al secondo podio in Coppa del Mondo dopo Badia 2024.
Quarto Haugan, secondo miglior risultato eguagliato tra le porte larghe, quinto Kristoffersen, sesto Meillard. Settimo un ottimo Radamus, in rimonta di 23 posizioni (ebbene sì, era 30esimo a metà gara), con il miglior tempo parziale: ha saputo sfruttare al meglio una visibilità all’inizio della manche decisiva discreta, poi visibilmente peggiorata. Nei dieci anche Haaser, Gratz e Aerni.
Unico italiano a punti Luca De Aliprandini, 18°, prima top 20 in stagione per lui, staccato di 2″70. Fuori purtroppo, ed è la seconda uscita consecutiva dopo Campiglio in slalom, Alexi Vinatzer, 7° a metà gara, uscito dopo poche porte, proprio nel tratto dove non era il caso di prendersi troppi rischi. Un peccato enorme, era in lotta per il podio. Poi è rientrato nel tracciato chiudendo ultimo, ma senza prendere punti.
Odermatt aveva già vinto in stagione a Sölden e Beaver Creek. E’ pettorale rosso in gigante. Domani slalom, stessa pista, stessi orari: manche alle 10.30 e 13.30.





