Il congresso FIS di Barcellona ha assegnato l’edizione dei Campionati del Mondo di sci alpino del 2019 alla località svedese di Åre. Questo l’abbiamo già detto e ormai lo sanno tutti. Si potrebbe discutere e commentare lungamente la decisione, come avviene sempre in situazioni analoghe. Però mi ha davvero stupito il tenore delle dichiarazioni rilasciate dai vari personaggi presenti in Catalogna ieri sera. Il presidente della FISI, Flavio Roda, sul sito ufficiale della federazione, ha dichiarato: «La sconfitta di Cortina non è indolore perché rappresenta la vittoria del business nei confronti dello sport». L’account twitter del Comitato promotore di Cortina 2019, pochi istanti dopo l’assegnazione, ha tuonato «Ha vinto Åre. Ci dispiace ma hanno prevalso interessi diplomatici e business. Auguriamo buon lavoro ad Åre». In una seguente intervista rilasciata al Corriere gli uomini della delegazione ampezzana hanno poi specificato di aver perso per due precise ragioni: «La prima è una forte pressione diplomatica e di interessi consolidati che ha introdotto un indebito elemento di squilibrio facendo pendere la bilancia a favore della località svedese. La seconda è l’ondata di spettacolari azioni giudiziarie avviate dall’Italia proprio in concomitanza con la presentazione della candidatura, che ci hanno dipinto agli occhi dei delegati, come un Paese inaffidabile nel quale non è possibile organizzare grandi eventi».

CONCETTO RIBALTATO – Potrei andare avanti un bel po’, ci sono tanti altri virgolettati di questo tenore sul web. Alla fine riemergono sempre lo stesso linguaggio e lo stesso stile che siamo abituati a leggere in tutte le interviste degli ultimi anni in Italia. Un politico viene condannato? C’è un complotto, il sistema giudiziario è da riformare, si usano strumentalmente i processi. Si perde una partita di calcio? È colpa dell’arbitro, è già stato deciso tutto a tavolino, si erano messi d’accordo mesi prima per avere uno sconto nella compravendita di un giocatore. Si fallisce alle elezioni? Ci sono i brogli, si è sfruttato in modo distorto la presenza sui media. Per restare nel nostro piccolo mondo dello sci… Un atleta non viene convocato? È colpa dell’allenatore che fa preferenze in squadra e porta avanti solo i suoi cocchi. Si potrebbe continuare all’infinito.

VITTORIA E SCONFITTA – Non perde mai nessuno perché è incapace, perché sono più bravi gli altri. Non esiste il merito. Non esiste obiettività. Infatti andiamo a picco, siamo un Paese del terzo mondo, all’estero non contiamo un fico secco. Anche nello sport, perché, caro presidente Roda che vive nel mondo delle fiabe, certo lo sport professionistico ad altissimo livello è business, un Campionato del Mondo è business e nel mondo degli affari vincono i più forti, i più furbi, i meglio organizzati. E poi, se proprio di sport si vuole (s)parlare, esiste anche la sconfitta, quando l’avversario si dimostra più meritevole.

EFFICIENZA – Nel 2007 sono stato per venti giorni ad Åre per i Mondiali. Giornate freddissime, ma indimenticabili, con un’organizzazione eccellente. Certo, nulla a che vedere con il paesaggio dolomitico di Cortina o con certi locali alla moda della movida ampezzana. Ma finisce tutto lì. Il resto è uno schiacciante vantaggio per la località svedese e anche il lago ghiacciato ha una sua suggestione paesaggistica (umidità a parte…). A ogni tappa della Coppa del Mondo a cui ho assistito a Cortina sembrava di essere ospiti sgraditi in un contesto che aveva ben poco interesse per lo sci agonistico, se non anche una punta di fastidio.

BOOMERANG
– Cosa penseranno in FIS (che sono poi quelli che assegnano i grandi eventi) di una nazione come la nostra, dove una tappa storica di Coppa del Mondo come Bormio fa avere la richiesta firmata da tutti gli operatori turistici per eliminare dal calendario una discesa spettacolare? In Svezia tutta la regione attorno al lago di Åre vive di sport invernali nel vero senso della parola. Sono tutti praticanti attivi. Attenzione, ho detto di sport. Non di discoteche e ristoranti per vip, negozi delle grandi griffe e cose di questo genere. Ma non era di sport che parlava Flavio Roda? Non è la sconfitta dello sport che invocava il Comitato per Cortina 2019? Ho l’impressione che non abbiano le idee chiare, in primis il presidente FISI che si è candidato come l’uomo del campo, quello che viene dalle piste da sci, ma che una volta insediato è stato più distante di chiunque altro dalla realtà di cosa accade sulla neve.

IN SVEZIA – Ad Åre ci sono parcheggi, servizi, viabilità, connessioni internet super veloci, wi-fi praticamente dappertutto, due aereoporti a poca distanza (efficienti). C’è la civiltà. Cortina è un paese di straordinaria suggestione, che però ormai si è immedesimato nei cine-panettoni con Christian De Sica e Massimo Boldi. Dove in piene vacanze natalizie si resta senza luce e corrente elettrica per più di una giornata, dove una nevicata un po’ più abbondante manda in tilt la viabilità. Dove i cellulari prendono sì e no, dove per connettersi a internet bisogna andare in (qualche) albergo, dove la maggior parte delle strutture avrebbero bisogno di una notevole rinfrescata, per usare un eufemismo. Già, di un restyling ci sarebbe bisogno e per farlo servono tanti soldi. Su questo punto, molto probabilmente, si è concentrato l’impegno della candidatura iridata per il 2019 (come anche le precedenti). Ma cosa c’entra questo con lo sport? Non si tratta di politica e business, lo stesso ‘male’ che è stato invocato a Barcellona come causa dell’assegnazione ad Åre?

POLITICA – Cosa c’entra con lo sport l’elenco di presenze come Graziano Delrio, Luca Cordero di Montezemolo, Luca Zaia, Giovanni Malagò e il povero Alberto Tomba, scongelato per l’occasione come un trancio di tonno che viene sempre buono quando c’è da spendere il nome dell’Italia e poi puntualmente lasciato in disparte, senza sfruttarne invece la professionalità in altri campi? Vorreste dirmi che per una volta nella storia degli sport invernali si è deciso di ‘fare sistema’ per il bene del movimento e che non c’era nessun interesse dietro?

RIFLESSIONI – Mi sembra che l’Italia in generale e lo sport in particolare abbiano bisogno di una bella riflessione. Che invece di sparare strali su chi ha preso certe decisioni bisognerebbe prendere atto della propria inadeguatezza.  Il presidente del Veneto ha dichiarato «È scandaloso questo non è sport. La Federazione italiana sport invernali prenda atto di questo, perchè è chiaro che si tratta di un affronto alla Federazione e agli sportivi italiani. Una decisione incomprensibile che ha fatto scendere il gelo nella sala della proclamazione». Già, il gelo. Ma non è che in FISI il gelo deriva dal fatto che il Presidente, dopo una gestione dissennata nelle ultime stagioni, aveva puntato tutte le sue fiches su questa assegnazione nella speranza di ricavarne un po’ di denaro per colmare l’enorme buco in bilancio che potrebbe portare all’ennesimo commissariamento della povera FISI? Un affronto? L’affronto è questa federazione, lo è a tutti gli amanti e i praticanti di questo sport, che si trovano a impegnarsi quotidianamente per tirare avanti il carretto senza alcun aiuto e senza una guida che come sempre deve venire dall’alto.

CONCLUSIONI – Dunque la mia conclusione, dettata da considerazioni puramente personali da attento addetto ai lavori, è che non sono affatto d’accordo con quanto detto dai personaggi citati sopra. Certo, sarebbe stato bello avere un evento di questa portata in Italia. Ma sarebbe anche stato bello meritarlo per davvero. Sarebbe magnifico scacciare via le insinuazioni sulla correttezza degli amministratori, sulla serietà degli operatori e su tutti i luoghi comuni sull’Italia che circolano all’estero e purtroppo anche sugli italiani, dato che per l’operato di pochi siamo stati marchiati tutti allo stesso modo. Per cui ribalto il concetto: a Barcellona ha vinto lo sport, hanno perso interessi e politica. Åre è sicuramente in grado di ospitare meglio un Campionato del Mondo di sci alpino e tutto il movimento che ne ruota attorno. Tiriamoci sù le maniche e cerchiamo di cambiare registro, altrimenti saremo sempre lì a commentare da sconfitti e a cercare colpevoli e burattinai.