Il congresso FIS di Barcellona ha assegnato l’edizione dei Campionati del Mondo di sci alpino del 2019 alla località svedese di Åre. Questo l’abbiamo già detto e ormai lo sanno tutti. Si potrebbe discutere e commentare lungamente la decisione, come avviene sempre in situazioni analoghe. Però mi ha davvero stupito il tenore delle dichiarazioni rilasciate dai vari personaggi presenti in Catalogna ieri sera. Il presidente della FISI, Flavio Roda, sul sito ufficiale della federazione, ha dichiarato: «La sconfitta di Cortina non è indolore perché rappresenta la vittoria del business nei confronti dello sport». L’account twitter del Comitato promotore di Cortina 2019, pochi istanti dopo l’assegnazione, ha tuonato «Ha vinto Åre. Ci dispiace ma hanno prevalso interessi diplomatici e business. Auguriamo buon lavoro ad Åre». In una seguente intervista rilasciata al Corriere gli uomini della delegazione ampezzana hanno poi specificato di aver perso per due precise ragioni: «La prima è una forte pressione diplomatica e di interessi consolidati che ha introdotto un indebito elemento di squilibrio facendo pendere la bilancia a favore della località svedese. La seconda è l’ondata di spettacolari azioni giudiziarie avviate dall’Italia proprio in concomitanza con la presentazione della candidatura, che ci hanno dipinto agli occhi dei delegati, come un Paese inaffidabile nel quale non è possibile organizzare grandi eventi».

CONCETTO RIBALTATO – Potrei andare avanti un bel po’, ci sono tanti altri virgolettati di questo tenore sul web. Alla fine riemergono sempre lo stesso linguaggio e lo stesso stile che siamo abituati a leggere in tutte le interviste degli ultimi anni in Italia. Un politico viene condannato? C’è un complotto, il sistema giudiziario è da riformare, si usano strumentalmente i processi. Si perde una partita di calcio? È colpa dell’arbitro, è già stato deciso tutto a tavolino, si erano messi d’accordo mesi prima per avere uno sconto nella compravendita di un giocatore. Si fallisce alle elezioni? Ci sono i brogli, si è sfruttato in modo distorto la presenza sui media. Per restare nel nostro piccolo mondo dello sci… Un atleta non viene convocato? È colpa dell’allenatore che fa preferenze in squadra e porta avanti solo i suoi cocchi. Si potrebbe continuare all’infinito.

VITTORIA E SCONFITTA – Non perde mai nessuno perché è incapace, perché sono più bravi gli altri. Non esiste il merito. Non esiste obiettività. Infatti andiamo a picco, siamo un Paese del terzo mondo, all’estero non contiamo un fico secco. Anche nello sport, perché, caro presidente Roda che vive nel mondo delle fiabe, certo lo sport professionistico ad altissimo livello è business, un Campionato del Mondo è business e nel mondo degli affari vincono i più forti, i più furbi, i meglio organizzati. E poi, se proprio di sport si vuole (s)parlare, esiste anche la sconfitta, quando l’avversario si dimostra più meritevole.

EFFICIENZA – Nel 2007 sono stato per venti giorni ad Åre per i Mondiali. Giornate freddissime, ma indimenticabili, con un’organizzazione eccellente. Certo, nulla a che vedere con il paesaggio dolomitico di Cortina o con certi locali alla moda della movida ampezzana. Ma finisce tutto lì. Il resto è uno schiacciante vantaggio per la località svedese e anche il lago ghiacciato ha una sua suggestione paesaggistica (umidità a parte…). A ogni tappa della Coppa del Mondo a cui ho assistito a Cortina sembrava di essere ospiti sgraditi in un contesto che aveva ben poco interesse per lo sci agonistico, se non anche una punta di fastidio.

BOOMERANG
– Cosa penseranno in FIS (che sono poi quelli che assegnano i grandi eventi) di una nazione come la nostra, dove una tappa storica di Coppa del Mondo come Bormio fa avere la richiesta firmata da tutti gli operatori turistici per eliminare dal calendario una discesa spettacolare? In Svezia tutta la regione attorno al lago di Åre vive di sport invernali nel vero senso della parola. Sono tutti praticanti attivi. Attenzione, ho detto di sport. Non di discoteche e ristoranti per vip, negozi delle grandi griffe e cose di questo genere. Ma non era di sport che parlava Flavio Roda? Non è la sconfitta dello sport che invocava il Comitato per Cortina 2019? Ho l’impressione che non abbiano le idee chiare, in primis il presidente FISI che si è candidato come l’uomo del campo, quello che viene dalle piste da sci, ma che una volta insediato è stato più distante di chiunque altro dalla realtà di cosa accade sulla neve.

IN SVEZIA – Ad Åre ci sono parcheggi, servizi, viabilità, connessioni internet super veloci, wi-fi praticamente dappertutto, due aereoporti a poca distanza (efficienti). C’è la civiltà. Cortina è un paese di straordinaria suggestione, che però ormai si è immedesimato nei cine-panettoni con Christian De Sica e Massimo Boldi. Dove in piene vacanze natalizie si resta senza luce e corrente elettrica per più di una giornata, dove una nevicata un po’ più abbondante manda in tilt la viabilità. Dove i cellulari prendono sì e no, dove per connettersi a internet bisogna andare in (qualche) albergo, dove la maggior parte delle strutture avrebbero bisogno di una notevole rinfrescata, per usare un eufemismo. Già, di un restyling ci sarebbe bisogno e per farlo servono tanti soldi. Su questo punto, molto probabilmente, si è concentrato l’impegno della candidatura iridata per il 2019 (come anche le precedenti). Ma cosa c’entra questo con lo sport? Non si tratta di politica e business, lo stesso ‘male’ che è stato invocato a Barcellona come causa dell’assegnazione ad Åre?

POLITICA – Cosa c’entra con lo sport l’elenco di presenze come Graziano Delrio, Luca Cordero di Montezemolo, Luca Zaia, Giovanni Malagò e il povero Alberto Tomba, scongelato per l’occasione come un trancio di tonno che viene sempre buono quando c’è da spendere il nome dell’Italia e poi puntualmente lasciato in disparte, senza sfruttarne invece la professionalità in altri campi? Vorreste dirmi che per una volta nella storia degli sport invernali si è deciso di ‘fare sistema’ per il bene del movimento e che non c’era nessun interesse dietro?

RIFLESSIONI – Mi sembra che l’Italia in generale e lo sport in particolare abbiano bisogno di una bella riflessione. Che invece di sparare strali su chi ha preso certe decisioni bisognerebbe prendere atto della propria inadeguatezza.  Il presidente del Veneto ha dichiarato «È scandaloso questo non è sport. La Federazione italiana sport invernali prenda atto di questo, perchè è chiaro che si tratta di un affronto alla Federazione e agli sportivi italiani. Una decisione incomprensibile che ha fatto scendere il gelo nella sala della proclamazione». Già, il gelo. Ma non è che in FISI il gelo deriva dal fatto che il Presidente, dopo una gestione dissennata nelle ultime stagioni, aveva puntato tutte le sue fiches su questa assegnazione nella speranza di ricavarne un po’ di denaro per colmare l’enorme buco in bilancio che potrebbe portare all’ennesimo commissariamento della povera FISI? Un affronto? L’affronto è questa federazione, lo è a tutti gli amanti e i praticanti di questo sport, che si trovano a impegnarsi quotidianamente per tirare avanti il carretto senza alcun aiuto e senza una guida che come sempre deve venire dall’alto.

CONCLUSIONI – Dunque la mia conclusione, dettata da considerazioni puramente personali da attento addetto ai lavori, è che non sono affatto d’accordo con quanto detto dai personaggi citati sopra. Certo, sarebbe stato bello avere un evento di questa portata in Italia. Ma sarebbe anche stato bello meritarlo per davvero. Sarebbe magnifico scacciare via le insinuazioni sulla correttezza degli amministratori, sulla serietà degli operatori e su tutti i luoghi comuni sull’Italia che circolano all’estero e purtroppo anche sugli italiani, dato che per l’operato di pochi siamo stati marchiati tutti allo stesso modo. Per cui ribalto il concetto: a Barcellona ha vinto lo sport, hanno perso interessi e politica. Åre è sicuramente in grado di ospitare meglio un Campionato del Mondo di sci alpino e tutto il movimento che ne ruota attorno. Tiriamoci sù le maniche e cerchiamo di cambiare registro, altrimenti saremo sempre lì a commentare da sconfitti e a cercare colpevoli e burattinai.

31 COMMENTI

  1. quoto al 100% il direttore. pensa che spreco avere un altro sfregio tipo Torino 2006. Noi in Italia non siamo capaci a sfruttare i grandi eventi. Le opere servono solo per arricchire l'amico di qualche amico di qualche potente politico e alla fine ci rimettiamo tutti. Sono d'accordo con chi scrive che Mondiali, Europei etc saranno i benvenuti quando l'Italia sarà finalmente un'altra Italia.

  2. Screditare Cortina come località idonea ad ospitare le Olimpiadi e pensare invece che se avessimo candidato………è pura eresia da pollaio.
    Un serio e ben progettato ammodernamento delle infrastrutture nella cornice delle Tofane sarebbe stata una vetrina mondiale unica,inoltre Cortina da sempre ospita importanti eventi letterari e culturali a livello mondiale,quindi……
    E' l'italia intera(con la i minuscola)a non avere più credibilità,andatevi a leggere l'Ansa di oggi dove risultano calati del 58% gli investimenti esteri dal 2007 ad oggi in Italia.
    Detto questo, andatevi a fare un giretto dove abbiamo ospitato le olimpiadi di Torino recenti,prendete visione delle strutture abbandonate e fatiscenti e dello spreco di ciò che è stato speso,andate poi invece in Inghilterra che le olimpiadi le ha ospitate di recente e vedrete che tutto ciò che era stato costruito è in perfetto stato di utilizzo e ancor di più,lo stato lo ha venduto ai privati(appartamenti,abitazioni,parchi,strutture sportive)ricavandone utili.Ciò che penso di tutta questa storia l'ho già scritto in precedenza.

  3. Come faceva a essere una candidatura credibile Cortina?
    Non è la patria dello sport, ma la patria di Jerry Calà e Marta Marzotto…
    In questo momento l'unica regione con un po' di credibilità a livello sportivo è la Valle D'Aosta. Si fosse candidata Aosta con Pila avrebbero avuto più chances. Poi il terzetto Cornaz Butelli Raffaelli han già dimostrato che li ci si crede realmente nello sport.

  4. Ho letto l'articolo solo ora e non posso non fare i complimenti a Davide per la precisione,serenità e obiettività dell'analisi.Condivisibili tutti i punti,purtroppo,ed anche in questo caso viene a pennello una frase che cito frequentemente,del grande Enzo Ferrari: fortuna è la definizione che troppe volte diamo del successo degli altri. Speriamo che qualche suo corregionale ci ragioni sopra……

  5. Non so se gli svedesi hanno agito "correttamente"…. certo è che per avere il voto conta anche dare qualcosa in cambio come sanno bene tutti gli organizzatori Italiani dei passati mondiali o olimpiadi.
    Detto questo…. sono stati più credibili gli svedesi nelle promesse che hanno fatto ai vari votanti!!! Peccato…. forse la vera colpa è stata della Fis che ha incentivato la candidatura per l'ennesima volta (l'ultima sconfitta è stata contro st.moritz con sion che aveva appena perso le olimpiadi….), il presidente Kasper, svizzero, ci ha fregati!
    Una nota riguardo gli Skidome per zano, dove si può sciare d'inverno queste strutture economicamente non stanno in piedi, chi le userebbe al posto di sciare all'aria aperta? Solo un pazzo…. perciò il solo funzionamento estivo per allenamenti non fa abbastanza giornate di incasso.
    Infatti nella fascia alpina non sono presenti in nessuna nazione…..

  6. In Italia è tutto difficile … guardate gli skidome … tutti i paesi in Europa ne hanno almeno uno … in Italia c'è un grupppo di appassionati imprenditori che sono anni che si fa il mazzo per poterlo fare ma dalle istituzioni hanno finora ricevuto solo sberle … una soluzione ci sarebbe : SAN MARINO.

  7. Ringrazio Enrico per aver risposto alle 23:00 di ieri alla mia domanda circa le responsabilità della FISI, dicendo che: "non si è mossa con un'opera di lobbing opportuna ….". La mia domanda era rivolta al Direttore che, peraltro, in un precedente intervento, ha avallato le seguenti parole di Franzmore "le candidature hanno successo se ci sono "solidi" agganci e reciproci appoggi con chi vota…..". Direi che siete sulla stessa onda di pensiero. Ok. Ma allora dobbiamo chiederci: se opportune "manovre di palazzo" (chiamiamole così ed ipotizziamo pure che fossero anche lecite) avessero portato a casa l'evento, andava bene? Tutti bravi? E la meritocrazia? E l'assegnazione data ad una regione della Svezia organizzata, efficiente, tutta votata alla pratica degli sport invernali? Avremmo vinto senza merito, mi pare di aver letto! Avremmo vinto grazie a quelle "scorciatoie" che, come dice fassinotti, fanno si che non ci si rinnovi, non si cresca in competitività e in organizzazione perchè tanto non serve. E in seguito poi si paga lo scotto quando ti scontri con una candidata che fa le tue stesse "manovre di palazzo" ma che in più offre maggiori garanzie di buona riuscita dell'evento. No. Io resto sintonizzato con la prima parte dell'articolo: quella che parla di vittoria dello sport e di chi più meritava. Se la FISI non ha saputo o voluto attuare manovre lobbistiche son contento. Ha vinto Are e secondo me ha vinto l'Italia che si risparmierà qualche cicatrice sulle sue belle montagne. Mi spiace per chi sperava di trarne guadagni. Son contento per gli Italiani che si risparmieranno un ulteriore scandalo (o forse, proprio stavolta, non ci sarebbe stato?). Andremo a vincere ad Are ove sarà un cronometro imparziale a giudicare.

  8. La sconfitta di Barcellona può a mio parere rivelarsi come una sana ed utile (per il futuro) lezione di umiltà per l'Italia. A mio modesto avviso questo Paese ha bisogno di un bel po' di pulizia morale ed organizzativa e di forti dosi di meritocrazia e fair play, per accettare in modo costruttivo una caduta di reputazione purtroppo meritata. Noi italiani, con i Mondiali di Bormio del 2005 e le Olimpiadi di Torino del 2006, avevamo dimostrato al mondo di saperci fare. Ma da allora molta acqua è passata sotto i ponti ed il sistema-Paese è entrato in una spirale di declino che ha aggravato gli effetti della crisi economica e le debolezze congenite del sistema-Paese. Guardate che non è solo un problema di classe politica inadeguata e disonesta, ma di un'intera classe dirigente che meriterebbe la rottamazione, se solo ne fosse immediatamente disponibile una valida di riserva. Perché questo non è più da tanto tempo il Bel Paese della creatività e (purtroppo) è stato solo sporadicamente il Paese della meritocrazia: l'Italia è il Paese delle cordate, delle consorterie, delle lobby, delle corporazioni, della burocrazia inamovibile e intoccabile, dei patti di sindacato per gestire i "solotti buoni" dell'economia e della finanza, dove dominano i soliti noti. Continuando su questa china come possiamo sperare di tornare ad essere competitivi? E poi, scusate, ma non basta chiamarsi Cortina ed aver organizzato ottime Olimpiadi nel 1956 (cioè due o tre ere geologiche orsono…), non bastano i cinepanettoni cortinesi con Boldi e De Sica, non bastano i VIP (o presunti tali) che passano l'estate e le vacanze di Natale (magari senza luce elettrica per 48 ore…) nella conca ampezzana per convincere chi, in una Federazione sportiva internazionale, deve giudicare sulla preparazione tecnica e logistico-organizzativa di una località che si candida ad ospitare un grande evento dell'era del Web 2.0.
    Per ottenere l'organizzazione di un Mondiale di sci alpino bisogna certamente dimostrare di saper gestire bene le gare (e questo a Cortina lo sanno fare), ma anche di saper creare la giusta cornice logistica e ambientale all'evento.
    Evidentemente, la maggioranza di coloro che hanno votato per decidere la sede dei Mondiali 2019 ha valutato che, al momento, la Svezia è in grado di fornire maggiori garanzie rispetto all'Italia. I numeri dimostrano che non è stata una sonora sconfitta: è solo accaduto che i competitors svedesi si sono dimostrati più bravi (o hanno saputo far credere di essere più bravi) degli italiani.
    Non è che perché noi siamo italiani e abbiamo Roma, Venezia, Firenze, Cortina e Sestriere tutto ci è dovuto! Nossignori: il mondo esterno ai nostri angusti confini italioti non gira come vogliamo noi! Il calcio, grazie a (presunti, sia chiaro) vorticosi giri di mazzette, può anche finire a giocare i Mondiali in Qatar. Magari è una pia illusione, ma voglio pensare che lo sci (per adesso) sia ancora un'altra cosa e che noi italiani possiamo riconquistare la credibilità perduta, rimboccandoci le maniche ed elimimando le cause della cattiva nomea di cui siamo portatori. Purtroppo per noi, lo scandalo dell'Expo riguarda Milano, la capitale economica d'Italia. Lo scandalo del MOSE riguarda Venezia, una delle più importanti mete turistiche mondiali, non una oscura cittadina di provincia. All'estero i giornali li leggono molto più di noi e queste vicende non hanno certamente aiutato la candidatura cortinese. Non ci resta che sperare che vengano tempi migliori e, soprattutto, una classe dirigente degna di questo nome.

  9. Ha sicuramente una sua responsabilità (morale) nella mancata sensibilizzazione e vigilanza sugli organi preposti all'organizzazione dei mondiali juniores 2012. Nell'aver mal speso il budget inseguendo strane chimere organizzative e sperando che il nuovo evento potesse catalizzare nuovi finanziamenti "dedicati" dal CONI. Per il resto sicuramente non si è mossa con un opera di lobbing opportuna e soprattutto per tempo, in modo da garantirsi il pieno appoggio degli altri delegati FIS. Se non ti sai muovere nelle stanze del potere, non rendi un buon servigio ai tuoi associati.

  10. Gent.mo Direttore. Innanzi tutto La ringrazio per aver riscontrato il mio commento delle 14:45 e di averlo fatto con grande cortesia e correttezza (ha tenuto a ribadire che si tratta di opinioni personali senza salire sul pulpito). Lei ha scritto quello che pensa e se non approfitto troppo vorrei sapere qualche cosa di più. Premetto: è chiara la Sua Critica alla FISI e a Roda sulla "gestione" in genere, critica che riscontra generali apprezzamenti. Ma nella fattispecie, nel caso specifico, hanno delle responsabilità? Sull' "inopportunità" dei commenti a caldo sulla scelta di Are, sul fatto di non potersi permettere di gridare all'"affronto fatto allo sport dello sci", non ho dubbi ma mi chiedo (Le chiedo): c'è responsabilità della FISI nella bocciatura di Cortina 2019? e in che misura? Grazie anche se non dovesse rispondermi (avrà anche altro da fare, immagino).

  11. Condivido al 1000% tutto quanto espresso nel bell'articolo di Davide. Race è sempre sul pezzo non risparmiando critiche a nessuno, Roda compreso. Se la redazione fino ad ora è parsa più benevola nei cofronti dell'attuale presidente, forse l'ha fatto per fiducia ed in attesa che il personaggio operasse fattivamente per dimostrare la sua validità. Dopo due anni e mezzo e di fronte ad un nuovo mandato per altri 4 anni è il momento di rendicontare e soprattutto pretendere! Non solo risultati sportivi ma anche di miglioramento gestionale. Nei fatti la FISI non ha fatto nulla per migliorare in tal senso tranne che sprecare risorse per progetti amministrativi che di fatto non hanno portato benefici al bilancio (vorremmo sempre vederlo!!!) federale.

  12. Condivido a pieno l'articolo del direttore e di cui farei avere copia al presidente della repubblica(repubblica?)e al primo ministro,capostipiti attuali del lercio che ci ha trascinati fino in fondo.
    Ripartire da dove?Non è questo il luogo per proselitismi politici ma se non ci sarà il coraggio di rifare tutto,istituzioni,sistema elettorale,sinanche lo smembramento dello stato italiano in regioni autonome/indipendenti l'intero paese crollerà sotto le proprie storiche inadeguatezze.
    La statalizzazione creata ad arte per autoalimentare il sistema stà divorando risorse immense non più alimentabili,il tempo è scaduto,molti però ci sguazzano ancora e quindi via con un altro giro(di tangenti).

  13. Sarebbe stato bellissimo ospitare una tale celebrazione dello sci alpino, qual'è il mondiale. Sembra quasi strano aver avuto un solo " no " più di Are. Ma qualcuno alla luce della situazione appalti in Italia e al clima di costante incertezza in cui viviamo, se fosse stato uno straniero con diritto di voto, non ne avrebbe tenuto conto? Grazie a quegli otto che hanno espresso fiducia a noi, ma piena comprensione a chi ha preferito la Svezia. Il problema italiano è che di scandali ce ne sono tali e tanti che pur meravigliandoci, pensiamo non possano influire sul giudizio esterno.L'impegno della squadra per Cortina è stato tale che sembrava impossibile un responso negativo. Se il nostro paese non fosse così "ammalato" sarebbe più facile pensare di essere stati vittime di una votazione ingiusta. Non si può negare che sia più facile forzare qualche incerto mettendo sul piatto gli scenari di una nazione.Però, a mente fredda e guardandoci allo specchio, smettiamola di cercare giustificazioni.

  14. Giabo – Buonasera e grazie delle osservazioni. Ho già sottolineato che si tratta di opinioni personali e non di dati, e ci tengo a ribadirlo. Comunque, per quanto riguarda le elezioni della FISI bisogna tenere in considerazione che si vota a deleghe e pacchetti di deleghe. Non sono i singoli tesserati che votano. Il risultato dell'assemblea pertanto è sicuramente insindacabile ma non necessariamente rispecchia la sensazione della base. Non dico che sia il caso dell'ultima tornata elettorale di Bologna, ma il meccanismo (che andrebbe radicalmente e velocemente riformato) lascia questo margine di dubbio.
    In quanto alla furbizia, mi permetta di dire che solo noi italiani la associamo a corruzione. Essere furbi nello sport e nella vita può voler anche dire altro: cogliere le occasioni, muoversi nel modo giusto. Certo la connotazione che diamo a questo termine dopo anni di scandali e malgoverno a tutti i livelli fanno suonare un po' male il termine. Insomma, su questo ha ragione, potevo usare un'altra parola….

  15. Bell'articolo, tutte cose giustissime e perfettamente condivisibili, però in genere le candidature hanno successo se ci sono "solidi" agganci e reciproci appoggi con chi levota e paradossalmente è proprio qua che la FISI e chi la supporta si rivelano deficitari…

  16. Complimenti Direttore: un bell'articolo che non posso giudicare da "addetto ai lavori" per quanto riguarda gli sport invernali ma solo in quanto "conoscitore" di storie italiane. La mia condivisione con quanto da Lei scritto, in linea di massima c'è ma rimane un margine di perplessità che sostanzialmente si articola in due punti. Primo: da (ripeto) non addentro mi chiedo da dove deriva la Sua critica nei confronti del Presidente Roda (lontano dalla base) che solo poche settimane fa è stato rieletto con una notevole percentuale di consensi? Mi vien da pensare che una notevole percentuale di addetti ai lavori ha apprezzato la sua attività. O no? Secondo: la meritocrazia. Lei ha detto che "vincono i più forti, i più furbi, i meglio organizzati". Io non avrei mai usato il termine di "furbo" parlando di meritocrazia. Ormai, in Italia, l'aggettivo ha una ben precisa connotazione. Tante volte è stato usato e viene usato per chi "vince", per "chi ottiene", per chi si "arricchisce" con mezzi non del tutto trasparenti, limpidi in sintesi legali. Detta come la dice Lei può far pensar male; almeno a me che vorrei una meritocrazia (specialmente nello sport) che tenesse conto di tante qualità (tenacia, forza, organizzazione, caparbietà ecc. ecc.) MA TUTTE nell'ambito della legalità. E' solo una questione di termini? forse, ma i termini hanno la loro importanza.

  17. E' chiaro che per un Giornale che tratta e vive di sci è difficile scrivere ciò che si pensa quando quello che si pensa è una critica alla FISI … invece qui Davide Marta mi ha veramente stupito. Altre volte lo avevo sentito comprensibilmente più soft nelle sue esternazioni … oggi è andato giù pesante segno che il livello ha superato il colmo. Complimenti … e ora avanti così a far sentire SEMPRE la propria voce per il bene dello Sci Italiano… chissà che anche questo serva a cambiare qualcosa.

  18. Che bell'articolo, condivisibile al 100%!
    Credo che far riemergere località come Cortina dalla palude di politicanti orrendi (e loro compari evasori) che la frequentano abitualmente sarà molto difficile, all'agonismo pulito questi personaggi non possono che far schifo, altro che il contrario!
    Piuttosto, l'Italia può esprimere altre località ed eccellenze non ancora inquinate, sulle quali si potrebbe lavorare per rifondare un futuro di cui non vergognarci, penso che la stampa e la buona informazione non asservita agli orrendi di cui sopra possa fare molto!

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