In una squadra che vince tanto come quella norvegese anche uno dei più giovani del gruppo, Aleksander Aamodt Kilde, classe 1992, si sta facendo valere tanto da essere riuscito ad alzare la coppetta di superG al termine della stagione 2015/2016. Il più cittadino di tutti, forse, ma una vita sulla neve sin da bambino.

Back to the origin. Sei nato a Bærum, in pratica a due passi da Oslo, ma dove ci sono un trampolino e una pista di fondo, com’è arrivata la passione per lo sci alpino?
«In realtà anche lo sci alpino è molto praticato nella regione di Oslo. Abbiamo diverse stazioni e quella dove sono cresciuto è Krydsbyløypa. Abbiamo vissuto lì vicino visto che entrambi i miei genitori sono maestri di sci: così è stato molto naturale per me e mio fratello maggiore Andreas iniziare a sciare».
Quando hai capito che potevi diventare uno sciatore professionista?
«A dodici anni, quando ho vinto la mia prima gara internazionale, il trofeo Topolino nei Children».

In Italia c’è ancora molta confusione sul tuo cognome. Fai chiarezza sul tuo rapporto con Kjetil André Aamodt.
«Sono legato a Kjetil solo perché è della Norwegian ski family! E certamente è una persona che apprezzo davvero molto».

La Norvegia è un team piccolo, ma molto competitivo, com’è l’ambiente in squadra?
«La nostra squadra è davvero ambiziosa. Siamo grandi lavoratori ed è uno stimolo enorme poter lavorare uno a fianco all’altro. Ci diamo la carica a vicenda per raggiungere nuovi obiettivi».
Svindal o Jansrud? Chi è il tuo amico in squadra?
«Sai, il nostro team di velocità è davvero piccolo, quindi siamo tutti buoni amici, non ci sono particolari differenze».

Quali sono i tuoi obiettivi stagionali? Punti alla velocità o fai qualche pensierino in più anche al gigante, visti i nuovi raggi?
«Vorrei lottare soprattutto per il podio in superG, in ogni gara con costanza, inoltre mi piacerebbe migliorare anche in discesa libera».

Il momento più bello e più brutto della tua carriera?
«Salire sul podio con i miei compagni di squadra, Aksel e Kjetil in Val Gardena nel 2016 è stato un momento incredibile, ma ci metterei anche quello di vincere la coppetta di superG lo stesso anno. I peggiori sicuramente a Santa Caterina e in Corea del Sud, quando ho perso gli sci a 100 all’ora: è stata un’esperienza davvero brutta che non vorresti vivere mai».

Com’è il tuo rapporto quotidiano con i social? Non abbiamo trovato il tuo sito internet personale, ci siamo sbagliati?
«È vero non ho un sito internet personale, ma ho molta familiarità con i social network e principalmente con Facebook e Instagram».

Pratichi qualche altro sport, oltre allo sci?
«Ero un buon giocatore di calcio. Mi piacciono anche lo sci d’acqua e il golf».

Altre passioni?
«Sono sempre in giro, uscire con la mia famiglia e gli amici è il massimo».

Sei spesso in Italia, come ti trovi da noi?
«Amo il vostro paese per la sua cultura e il suo cibo».

E consigliaci una cosa da non perdere quando siamo in Norvegia?
«Dovete assolutamente venire a Oslo per il City Event del primo gennaio 2018. Questa città ha davvero tutto».

Articolo tratto da Race ski magazine 147 di dicembre 2017. Se vuoi acquistare la copia o abbonarti visita il nostro sito.

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