A proposito di discesa

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Abbiamo intervistato Markus Waldner, Fis Continental Cup Coordinator

A ‘bocce ferme’, a stagione oramai conclusa, fra i vari argomenti all’ordine del giorno in Fis, c’è anche la discesa. Settimana scorsa a Zurigo è stato organizzato un ‘downhill workshop’, la prossima in Slovenia a Portorose al consiglio Fis si tratterà ancora l’argomento, quindi ad ottobre ancora a Zurigo è in programma un incontro tecnico. Markus Waldner, il responsabile della Coppa Europa maschile nonché coordinatore di tutte le rassegne continentali, in accordo con Guenther Hujara ed Atle Skaardal, ha voluto confrontarsi sulla discesa, in particolare sui problemi legati all’organizzazione e alla sicurezza. “E’ utile sentire opinioni, confrontarsi, misurarsi, per poi decidere. La discesa è un capitolo sempre più difficile nello sci. Innanzitutto il calendario internazionale dello sci alpino prevede sempre meno discese Fis, anche perché costa troppo organizzare gare del genere. Questo è un problema per i giovani che si devono cimentare nella velocità, a volte in Coppa Europa arrivano infatti atleti con troppa poca esperienza in materia. Come fare? La Fis sta proponendo alle Federazioni nazionali di scommettere sulle discese definite sprint, in due manche da un minuto ciascuna. In Coppa Europa ad esempio viene svolta ad inizio stagione a Reiteralm in Austria, e l’anno prossimo anche Madonna di Campiglio organizzerà una gara del genere. Poi le medesime Federazioni devono investire sulla discesa, come ad esempio stanno facendo l’Austria o la Francia con piste sui ghiacciai dedicate alla velocità vedi a Moelltaler Gletscher e a Tignes”, fa sapere Waldner che continua, “Sto inoltre mettendo a confronto gli allenatori delle squadre di Coppa Europa con gli organizzatori delle tappe della massima serie, classiche e non. C’è una volontà dei team di fare Coppa Europa in ogni località che ospita la Coppa del Mondo. Per gli uomini non è sempre possibile, anzi. I motivi? Sicurezza, capacità tecniche, esperienza. Certi pendii non possono essere idonei per entrambi i circuiti. Lo sostengono anche molti organizzatori di Coppa del Mondo”. In agenda anche il problema sicurezza. “O meglio, direi di assunzione di responsabilità. Non è possibile che le squadre abbiano sempre e comunque il diritto di contestare una scelta della giuria. Quest’inverno in Coppa Europa, ma anche in Coppa del Mondo, abbiamo assistito a degli atteggiamenti sbagliati, rissosi, polemici. Vedo una tendenza a dare la colpa sempre più ad un dente di un salto o ad una porta direzionale, e fare invece sempre meno autocritica sui propri errori. Ognuno deve iniziare a prendersi le proprie responsabilità. La discussione è appena iniziata, il cantiere è aperto. In autunno stabiliremo delle regole e avvieremo una nuova fase per la discesa”, chiude Waldner.

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