Ski-In, il laboratorio indoor per gli sport invernali aperto a Châtillon

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L’allenamento indoor applicato allo sci alpino è stato al centro di una giornata di confronto organizzata all’interno del nuovissimo SKI-IN di Châtillon, nato negli spazi dell’ex palestra Panorama in collaborazione con Energiapura. L’iniziativa ha riunito allenatori, preparatori atletici e professionisti del settore per discutere opportunità e limiti di strumenti sempre più presenti nei programmi di preparazione degli atleti.

La struttura diretta da Elio Desayeux è stata concepita come uno spazio dedicato non solo allo sci alpino, ma anche alle discipline di endurance e alla preparazione fisica. Oltre al tappeto inclinabile per il lavoro tecnico, il centro dispone infatti di un’area per gli sport di scorrimento, una palestra funzionale e spazi dedicati al recupero e all’analisi dell’attività sportiva.

A guidare il dibattito è stato l’ingegner Stefano Maldifassi, che ha sottolineato come l’obiettivo dell’incontro fosse quello di valutare concretamente il contributo che queste tecnologie possono offrire alla preparazione moderna.

L’incontro con gli allenatori ©Gianluca Gobbi

Tra i relatori anche Matteo Joris e Simone Del Dio, tecnici italiani che lavorano rispettivamente in Svizzera e in Norvegia e che da anni utilizzano anche queste attrezzature. In platea diversi tecnici degli sci club italiani, tra cui Claudio Ravetto, attenti e curiosi di scoprire le potenzialità.

L’allenamento indoor

L’allenamento indoor non può riprodurre le condizioni della neve, ma permette di lavorare in modo efficace su aspetti fondamentali del gesto, come postura, equilibrio, gestione degli appoggi e controllo del corpo. Elementi che possono essere osservati e corretti con continuità in un ambiente controllato.

La struttura che sorge a Châtillon ©Gianluca Gobbi

Il tappeto consente anche di portare l’atleta in situazioni di affaticamento mantenendo caratteristiche motorie vicine a quelle richieste dallo sci alpino e aprendo nuove possibilità nella programmazione degli allenamenti. Attraverso protocolli mirati è possibile intervenire sulla resistenza specifica, sulla tenuta tecnica e sulle capacità neuromuscolari.

A completare il quadro è stato il contributo del professor Giorgio Ripamonti, docente e tecnico di HPM, che ha evidenziato le possibili connessioni tra le metodologie già consolidate nell’atletica leggera e le nuove prospettive offerte dall’allenamento indoor nello sci alpino.

Il recupero dagli infortuni

Un ulteriore ambito di applicazione riguarda il recupero dagli infortuni. Maldifassi ha evidenziato come strumenti di questo tipo possano rappresentare un supporto utile nelle fasi di rientro all’attività, consentendo di reintrodurre gradualmente alcuni stimoli specifici dello sci alpino in un ambiente controllato e sicuro.

Ski-In a Châtillon ©Gianluca Gobbi

Sul tema è intervenuta anche la fisioterapista Martina Nobis, membro dello staff HPM, che ha portato l’esperienza maturata nella gestione degli atleti dopo interventi importanti, come quelli al legamento crociato anteriore. 

L’obiettivo non è anticipare il ritorno sugli sci, ma accompagnarlo attraverso un percorso progressivo, lavorando su equilibrio, controllo motorio, gestione dei carichi e recupero della fiducia nei movimenti, aspetti fondamentali per affrontare il rientro in pista nelle migliori condizioni possibili.

Il secondo tappeto, strutturato per le discipline nordiche ©Gianluca Gobbi

Insomma, Ski-In si prepara a diventare un nuovo punto di riferimento, soprattutto in un momento storico in cui sciare in estate e in autunno diventa sempre più complesso. Tutte le informazioni presto disponibili sul sito internet: https://www.ski-in.eu/

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