Franjo Von Allmen, una vita a gran velocità tra lo sci e il motocross. Suo lo Skieur d’Or dell’AIJS

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Tre medaglie d’oro ai Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026. Il titolo in discesa, la replica in superG, la ciliegina sulla torta nella combinata a squadre, al fianco di Tanguy Nef. Franjo von Allmen, 25 anni di Boltigen, è stato autore di una stagione incredibile. 

La velocità nel sangue, la scorrevolezza sotto ai piedi. E il coraggio di tuffarsi giù sulle piste più impegnative al mondo, cercando la linea più redditizia. Lo sciatore elvetico di recente si è aggiudicato lo “Skieur d’Or”, il riconoscimento che ogni anno viene assegnato dall’Associazione internazionale dei giornalisti dello sci, fondata 74 anni fa. 

Un velocista torna nell’albo d’oro dell’iniziativa dopo parecchi anni. Bisogna infatti tornare ai tempi di Luc Alphand e Matthias Lanzinger per ritrovare un jet premiato con il riconoscimento AIJS. Il bernese, finora vincitore di cinque gare di Coppa del Mondo, ha superato di misura l’azzurra Federica Brignone, doppia medaglia d’oro a neanche un anno dal grave infortunio. 

«Von Allmen è molto apprezzato dai colleghi per la determinazione sulla neve, mentre la stampa ne apprezza la modestia e la disponibilità nelle interviste – spiega l’Associazione –. È inoltre molto amato dagli appassionati di sci per la gentilezza con cui si presta a selfie e autografi. Molti sanno quanto abbia dovuto lottare, da giovane, questo ex falegname per portare avanti la carriera agonistica dopo la morte del padre, avvenuta quando aveva 17 anni». 

Franjo Von Allmen ©Agence Zoom
Franjo Von Allmen ©Agence Zoom

Ma grazie alla campagna di crowdfunding e il sostegno di varie organizzazioni sportive hanno garantito un futuro sugli sci a Franjo Von Allmen. È chiamato “Nöggu” dai membri del suo fan club ufficiale, i “Franatiker” ed è considerato un temerario senza paura, sia sulle piste da sci, sia sui tracciati del motocross, sport che pratica nel tempo libero. 

«Sono ben consapevole del rischio – racconta lo sciatore elvetico –. In generale non ho paura di molto, ma verso certe cose ho un certo rispetto. Se dovessi rispondere alle domande in francese, quella sarebbe una sfida».

Le gare di sci? «Di solito sono molto rilassato, ma ovviamente non è sempre così facile. Non ho mai dovuto lottare più di tanto con il nervosismo. È sicuramente una caratteristica che mi ha sempre aiutato – aggiunge –. Ora non mi sento in obbligo di fare nulla. Scio per me stesso e non devo dimostrare niente a nessuno. Non devo essere all’altezza di altre aspettative se non delle mie». 

La foto premiata di Mattia Ozbot
La foto premiata di Mattia Ozbot

A OZBOT IL PRIX TROVATI

In occasione dell’annuncio del Trofeo Serge Lang, per il miglior sciatore della passata stagione, l’AIJS ha definito anche il vincitore del concorso fotografico in memoria di Armando Trovati. 

Mattia Ozbot, fotografo di Milano che lavora per Getty Images, ha avuto la meglio su una nutrita schiera di fotografi ed è stato proclamato vincitore del Prix Armando Trovati dell’AIJS. Ha fotografato lo svedese Felix Monsen in volo sulla Saslong della Val Gardena. Seconda posizione per Christian Hartmann di Reuters e terza per l’altoatesino, impegnato come fotografo ufficiale di diversi eventi sportivi, Harald Wisthaler.

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