Giovanni Ceccarelli è al settimo cielo per il titolo italiano di superG, conquistato questa mattina sulle nevi di Pila. Si gode il momento, si gode gli ultimi giorni da Children, prima di fare il grande salto del mondo Giovani.
Come ti sei trovato su questo tracciato?
«Bene già dalla prova In partenza, nelle prime tre curve, mi sono sentito subito a posto. Sulla lunga abbiamo fatto una scelta azzardata, io e mio papà (Davide, ndr) decidendo di tirare completamente dritto. Oggi ho rischiato perché la porta era un po’ dentro, ma sono riuscito a evitarla. Poi nel piano con le gobbe sono riuscito a fare bene: le ho assorbite tutte nel modo giusto per prendere velocità. La lunga della seggiovia oggi l’ho interpretata perfettamente, mentre ieri l’avevo sbagliata un po’».
Il bilancio della stagione?
«Molto positivo. Già dall’Alpe Cimbra sono sempre stato protagonista, e lo sono stato anche qui ai Campionati Italiani. Siamo soddisfatti: l’obiettivo principale forse era vincere un po’ di più qui a Pila, ma gli Italiani sono stati bellissimi. Abbiamo ancora lo skicross. Il Super G è stato fantastico, mi sono trovato subito bene sia con il materiale sia con la pista. È stato stupendo sciarci sopra, anche perché era la prima volta che facevamo un super G così tecnico, con velocità e salti importanti. Mi sono divertito tantissimo. Nel gigante ho peccato un po’ e potevo fare sicuramente meglio».
Una stagione invernale con sfide continue con Pietro Seletto.
«È stata una bellissima battaglia: ringrazio anche “Pit” per la sportività. Siamo stati i due protagonisti della stagione insieme a Baldi, Castri, Dagri, Villaraggia e Kaser, molto insidioso nei giganti e anche oggi in superG. Questa competizione interna secondo me significa molto per l’Italia: la federazione sa che, oltre agli atleti fortissimi ai massimi livelli, c’è una squadra giovani che sta crescendo bene. Stiamo facendo tutti un grande lavoro».
E tra pochissimo il salto negli Aspiranti.
«Non sono spaventato, anzi: mi piacciono le cose nuove e non vedo l’ora di gareggiare con i big. È un ambiente diverso, un clima che personalmente mi piace molto».



