La tecnicità del nuovo guscio Odin di Helly Hansen, dal peso estremamente ridotto

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In quasi un secolo e mezzo di attività, Helly Hansen ha costruito un rapporto solido con migliaia di professionisti della montagna e dell’outdoor, coinvolgendoli in un processo continuo di co-progettazione e validazione dei materiali più avanzati. La nuova Odin Infinity Minimalist Jacket, punta di diamante della collezione SS26, rappresenta l’ultima espressione di questo impegno: un guscio ultraleggero pensato per offrire prestazioni di livello professionale in termini di impermeabilità e traspirabilità, senza compromessi sul peso o sull’ingombro.

Il progetto è stato sviluppato insieme a Jean-Francois Plouffe, guida alpina attiva a Squamish, e a Mountain Madness, una delle realtà statunitensi più affermate nel settore delle guide alpine. Per professionisti che tengono il guscio nello zaino per la maggior parte del tempo, indossandolo solo in condizioni meteorologiche avverse o in emergenza, l’obiettivo prioritario era chiaro: massima leggerezza, minimo volume, prestazioni tecniche senza compromessi. Da questa esigenza è nato il laminato più leggero mai sviluppato dal brand norvegese, con cui è stata realizzata una giacca di soli 200 grammi nella versione femminile e 220 grammi in quella maschile.

Il design segue un approccio radicalmente essenziale. Ogni elemento è stato selezionato solo se giudicato davvero indispensabile dalle guide coinvolte nei test. Il tessuto elasticizzato bidirezionale e la costruzione a soffietto sotto le braccia garantiscono mobilità totale, mentre il cappuccio regolabile, la mentoniera in fleece morbido e l’elastico sull’orlo inferiore assicurano comfort e adattabilità. La tasca di compressione in rete integra un passante per il fissaggio al moschettone, un dettaglio prezioso per l’uso professionale, e il riflettore Recco® aggiunge un ulteriore livello di sicurezza nelle situazioni di rischio.

«È il guscio da alpinismo più leggero che abbia mai indossato – spiega JF Plouffe – Questa è una soluzione perfetta per le mie esigenze. Lo posso mettere nello zaino e dimenticarmi di averlo con me fino a quando il brutto tempo si avvicina. A quel punto lo apro, me lo infilo, chiudo la cerniera e alzo il capuccio. E sono pronto a continuare la mia avventura».

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