A poche centinaia di metri dal centro di Dobbiaco, in mezzo a distese di prati in questo momento innevati, sorge Hoku. Lo si scorge dalla strada principale della Val Pusteria, che collega Bressanone a Lienz. Facendo una ricerca su Google la prima parola che esce è “carpenteria”, aprendo il sito internet invece ci si addentra in un’azienda di costruzioni in legno. Case di ultimissima generazione, in stile moderno.
Quale nesso con lo sci alpino? Apparentemente nessuno, se non fosse che al piano di sopra del polo produttivo è da poco nato un vero e proprio centro sportivo affascinante e di grande impatto, studiato e arredato nei minimi dettagli sfruttando il know-how dell’azienda.
Ristorante da oltre 300 coperti, saloni per riunioni e conferenze, campo da padel coperto, un centro della salute con palestra, saune, studi medici e un’area dedicata a due tappeti per sciare, che permettono di lavorare sulla postura, di fare curve. E che si candidano a diventare il presente-futuro, almeno in sostituzione alle uscite estive sul ghiacciaio.
E allora siamo andati a scoprire questa incredibile realtà, costruita su una superficie di oltre 3.000 metri quadrati, pronto a decollare e a diventare un punto di riferimento dell’Alta Pusteria e non solo.
Qual è il principale vantaggio dell’allenamento sul tappeto?
«La continuità del lavoro. Sul ghiacciaio, con 25 porte fai 30 secondi e sei già in fondo. Se va bene riesci a fare un paio d’ore, prima che gli sci si rovinino o che la pista si rovini. Sul tappeto invece hai l’atleta davanti, lo vedi, e lui si vede allo specchio: posizione, centralità, stabilità del busto. Tutto può essere monitorato. Un buon atleta, in cinque minuti, fa circa 250 curve. Con quattro ripetizioni sono 1.000 curve in una sola sessione. È un volume di lavoro enorme e impossibile da ottenere all’aperto».

Non è quindi solo un allenamento tecnico, ma anche fisico.
«Assolutamente. Il tappeto sviluppa tantissimo anche la muscolatura. Ti faccio un esempio: abbiamo esercizi in posizione da discesa, dove stai fino a cinque minuti in assetto. Brucia davvero ed è un lavoro potentissimo. Inoltre facciamo esercizi specifici di concentrazione: mentre scii lanciamo una palla, ti facciamo parlare, fare calcoli e il piede continua in automatico. Alleni coordinazione e reattività».
Come funzionano i tappeti?
«Abbiamo un tappeto piccolo che arriva fino a 25 km/h ma non ha variazione d’inclinazione, e uno grande che va da 0 a 30 km/h con inclinazioni da 10° a 18°, quindi molto ripido. Su entrambi puoi lavorare in salita e in discesa. Il tappeto ti obbliga a muoverti: se ti fermi, ti porta via. Devi essere attivo sempre».
Serve una particolare attrezzatura?
«No, forniamo tutto noi: sci standard da gara, solo con lo spigolo leggermente tondo. L’atleta porta solo il casco da bici e, se vuole, i suoi scarponi personali. Per il resto è tutto incluso. Lo abbiamo pensato per essere utilizzabile 365 giorni l’anno, senza dipendere dal meteo».

A livello tecnico, su quali aspetti si può lavorare?
«La posizione e la centralità innanzitutto. Poi il lavoro sulle curve: il tappeto richiede un’inclinazione molto marcata dello sci. Se non inclini bene, semplicemente non fai la curva. Spesso, molti atleti sulla neve sono sotto al palo proprio perché manca angolazione. Qui invece sei obbligato a farla. E quando impari sul tappeto, poi lo porti in pista con maggiore facilità. Il tappeto però non riproduce la spinta in uscita, ma sulla postura è eccezionale».
Come rispondono gli sci club?
«Molto bene. Lo abbiamo da tre anni e abbiamo visto cosa funziona e cosa no. Trasmettiamo questi feedback ai club: vogliamo che anche loro allenino gli atleti nel modo giusto. I ragazzi che vengono qui, in pista ottengono risultati. In Svizzera queste strutture le hanno da anni, ora anche l’Austria ha iniziato a comprarle perché hanno capito che bisogna correggere gli atleti da piccoli, non a 18–20 anni».
È da qui che nasce anche il progetto del vostro centro sportivo?
«Sì. Noi come azienda costruiamo case prefabbricate in legno, ma volevamo sviluppare qualcosa in più. Così è nato questo centro: qui c’è il tappeto, un campo da padel, un ristorante da 300 posti, un’area sportiva completa con fisioterapista, sauna, vasca, mental coach. In futuro avremo anche dei medici a disposizione. Nell’Alta Pusteria sta crescendo un vero polo sportivo per fondo, sci alpino, sci alpinismo. E vogliamo farne parte».
Ci sono anche atleti di alto livello?
«La nazionale italiana di fondo, prima di trasferirsi in Val di Fiemme, è stata qui. E poi abbiamo spesso viste dalla Finlandia.Alcuni vengono perché abbiamo la palestra e poi pranzano da noi, altri giocano a padel: è un flusso continuo. Siamo aperti dalle sei del mattino alle dieci di sera, quindi è molto comodo per chi deve incastrare gli allenamenti».
Come si accede?
«Si può fare biglietto giornaliero, prenotare a ore, anche online. Per il tappeto ci sono sessioni da un’ora, due ore, tre ore. Abbiamo pacchetti molto vantaggiosi per gli sci club. L’idea è renderlo accessibile e sostenibile per chi si allena con costanza».




