Italia squadra da battere in superG, lo dicono i numeri. Ma servirà più concretezza

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Inizia dunque il viaggio verso Milano-Cortina per la squadra italiana femminile di sci alpino. E inizia dopo l’ultima gara di Coppa del Mondo pre-Giochi, che lascia in dote certezze (Goggia), fiducia (in generale), qualche rimpianto (Melesi) e tanto rammarico per quello che poteva essere e non è stato (Pirovano).

Ciò detto, è tempo di pensare all’Olympia delle Tofane. Già da giovedì 5 febbraio le azzurre saranno impegnate nella prima prova cronometrata della discesa, prevista poi domenica, e immaginiamo ci saranno tutte le velociste convocate, quindi Goggia, Pirovano, Nicol Delago, Brignone, Nadia Delago, Curtoni. Le ultime tre in ballottaggio per l’ultimo pettorale disponibile, domenica 8 febbraio? Possibile/probabile, ma ancora non è dato sapersi.

A oggi sembrerebbe più una sfida a due tra Nadia Delago ed Elena Curtoni, mentre Brignone ci sarà in prova sull’Olympia delle Tofane, ovviamente sì, ma crediamo soprattutto per “macinare” chilometri in vista del superG di giovedì 12 febbraio. Dopodiché, sarà il responso dei training comunque a dare la risposta definitiva. In caso di qualificazione di Curtoni, Nadia Delago sarà sicuramente dirottata sul Team Combined di martedì 10 febbraio. Curtoni che oggi si è fermata a Milano per accertamenti alla Madonnina dopo la botta subìta al braccio sinistro a Crans.

Tornando al superG, saltano all’occhio alcuni dati importanti dalla stagione 2015-2016, quella della prima vittoria nella specialità di Brignone, seguita poi da Curtoni e Goggia. Spartiacque fra ere diverse, se vogliamo. Ebbene, fino a oggi, da dicembre 2015, sono stati disputati 81 superG in Coppa. Di questi, 22 li ha conquistati proprio la squadra azzurra (13 Brignone, 8 Goggia, 1 Elena Curtoni). Nessuna nazione ne ha vinti di più in questo periodo di tempo.

Prima vittoria in Coppa del Mondo in superG per Federica Brignone, a Soldeu, davanti a Laurenne Ross (USA) e Tamara Tippler (AUT), il 12 febbraio 2016 ©Pentaphoto

Dietro, infatti, ecco la Svizzera trascinata da Lara Gut-Behrami (21 vittorie), gli Stati Uniti e l’Austria (10), il Liechtenstein (5, tutte di Tina Weirather), Germania (4), Slovenia (3 con Ilka Stuhec), Norvegia e Repubblica Ceca (2), Nuova Zelanda e Francia (1).

Non solo per questo motivo, ovviamente, ma anche per questo, l’Italia femminile è la squadra da battere sull’Olympia delle Tofane a Cortina, dove negli ultimi anni hanno saputo imposi nella specialità sia Elena Curtoni sia Federica Brignone, non, curiosamente, Sofia Goggia. A pochi giorni dai Giochi le azzurre possono vantare il pettorale rosso in stagione della specialità, Sofia Goggia (una vittoria, tre podi complessivi e un sesto posto in quattro gare), una Brignone argento iridato in carica anche se ovviamente lontana dalla forma migliore (mai dire mai, però, con lei), una Pirovano che aveva praticamente vinto la gara di Crans Montana salvo uscire a due porte dal traguardo con 58 centesimi di vantaggio all’ultimo intermedio su Blanc, ed Elena Curtoni, fuori in Svizzera, ma già sul podio della classifica finale di specialità in passato (2021-2022, seconda dietro Brignone) e vincente, come ricordato, a Cortina, in carriera.

Elena Curtoni in trionfo in superG a Cortina il 23 gennaio 2022 ©Pentaphoto

Il quartetto sarà questo, ben assortito, forte, pur con qualche incognita, ricordando poi che negli ultimi grandi eventi in superG l’Italia ha conquistato un oro iridato con Marta Bassino a Meribel 2023 (la piemontese è ai box per infortunio e curiosamente non ha mai vinto in specialità in Coppa del Mondo) e due argenti mondiali con Goggia (2019) e Brignone (2025). Per trovare una medaglia (anzi due) ai Giochi in superG bisogna però risalire alla doppietta oro-bronzo di Ceccarelli-Putzer a Salt Lake City 2002, in realtà Snowbasin. Certo, all’Italia serve anche un pizzico di fortuna in superG: proprio ai Giochi, dal 2006, sono arrivati ben 8 piazzamenti nelle 10, con l’ottavo posto di Recchia a Torino 2006; il 4° di Schnarf a Vancouver 2010, con Recchia settima; il 10° posto di Nadia Fanchini a Sochi 2014; il 5° e 6° posto di Brignone e Schnarf a PyeongChang 2018; il 7° posto di Brignone e il 10° di Elena Curtoni a Beijing 2022.

Incognite, dicevamo. Poche, per la verità Se Goggia sta trovando una continuità invidiabile in superG e sogna una coppa di specialità mai vinta in carriera, Federica Brignone resta ovviamente a corto di preparazione e si è visto oggi, quando faceva anche fatica sugli appoggi con la gamba sinistra. Rimane poco tempo per lavorare e anzi le prove della discesa di Cortina saranno importantissime pure come allenamento. Laura Pirovano deve solo convincersi della sua forza, anche se in superG ha meno certezze rispetto alla discesa (7 risultati in top10, di cui due quest’anno, a fronte di 18 in discesa, in carriera); Elena Curtoni a Cortina ha già vinto e proprio in superG, ma è stata molto sfortunata negli ultimi anni e l’ultimo podio in specialità in Coppa risale ormai a quasi 3 stagioni fa.

Laura Pirovano a Crans Montana ©Pentaphoto

Quanto ai rimpianti per le convocazioni olimpiche suscitati oggi dal 4° posto di Roberta Melesi, suo miglior risultato in carriera, va detto che la dead-line per chiudere l’elenco dei convocati era il 29 gennaio, mentre le ultime gare disponibili rimanevano quelle di Spindleruv Mlyn lo scorso weekend. La ragazza di Ballabio che ha preso il tutto comunque con filosofia e grande spirito, anche se rimane ovviamente molto dispiaciuta, sarà riserva, ma potrà gareggiare solo se ci saranno rinunce per infortuni o se per esempio Federica Brignone dovesse decidere di non prendere parte non solo al superG, ma proprio a nessuna gara ai Giochi. Ipotesi questa alquanto improbabile, attualmente. Certo, il risultato di Melesi eguaglia il best di Curtoni in stagione (4° posto), ma conta anche la storico personale, mentre Pirovano non ha un risultato così buono in questa annata agonistica, ma vanta due top10 e oggi comunque ha dimostrato di essere competitiva per la vittoria anche in questa specialità.

A ognuno le proprie considerazioni. Ormai i giochi sono fatti.

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