Il Sestriere cambia “casa” ed è sempre più strutturato. Una società attiva 12 mesi l’anno che va oltre l’attività del club

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In Italia ci sono sci club di tutte le dimensioni e con obiettivi differenti. E ci sono anche delle società sportive che sono strutturate come vere e proprie aziende, sia dal punto di vista gestionale, sia logistico e organizzativo, con un’attività spalmata sull’intero anno solare e che va molto oltre lo sci. 

Una di queste è senza dubbio il Sestriere, che pochi mesi fa ha lasciato la storica sede un po’ più decentrata per inaugurare un nuovo punto di riferimento nella via principale della località sciistica. Un luogo accogliente, di grande impatto, dove il moderno si mescola alle rifiniture in legno. Oltre 200 metri quadri che sono ancor di più il quartiere generale. Ci sono gli uffici, ci sono aree relax, ma anche un nuovissimo laboratorio per i materiali e una zona adibita invece agli armadietti. 

Un sogno diventato realtà, afferrato al volo dal club che di fretta e furia si è trasferito proprio mentre la stagione invernale stava per decollare. È un altro importante tassello che va a completare il mosaico di un club da sempre con le idee chiare. Davvero strutturato. 

C’è anche spazio per gli armadietti

Ci sono state le tante stagioni di Maurizio Poncet, ora per il secondo anno la macchina organizzativa è affidata a Simona Novara. Con “Mauri” un po’ più defilato ma sempre presente, vuoi in pista per la Coppa Europa, vuoi per collaborare a vario titolo sulle attività del club e della località. «Non mi considero un direttore tecnico – dice Simona – Il mio compito è creare le condizioni migliori perché gli allenatori possano lavorare: piste, logistica, organizzazione. Sono loro, tecnicamente, a fare la differenza». Una tradizione consolidata negli anni, cominciata quando Maurizio seguiva le categorie più grandi mentre lei si dedicava ai Pulcini. «Abbiamo sempre collaborato, quindi il passaggio di consegne è stato naturale. Lui voleva alleggerire, e io ho una passione enorme per tutto questo».

Simona Novara
Simona Novara

Una macchina rodata, che deve essere gestita come un’azienda, dodici mesi l’anno, con anche la segretaria Roberta a tempo pieno, un responsabile del laboratorio e altri collaboratori per ruoli di marketing e comunicazione. Un club che conta circa 420 atleti e 42 allenatori. Numeri elevati, nonostante la presenza di diverse altre realtà e di un numero sempre minore di residenti, tanto che quest’anno non esiste più neppure una classe di prima elementare. «Siamo a duemila metri, i bambini non ci sono, noi addirittura organizziamo un corso di avviamento allo sci gratuito, materiale incluso. Il nostro bacino è fatto quasi esclusivamente di famiglie che arrivano da Torino, Milano e Genova». 

Proprio questo movimento, però, testimonia una reputazione consolidata: qualità, continuità e attenzione all’organizzazione. Ed è forse questa la ricetta vincente dello sci club Sestriere, che ha dovuto inserire il “numero chiuso” alle iscrizioni. «Ogni anno le adesioni per i più piccoli terminano già a metà agosto. E non cercano l’agonismo precoce. Sicuramente la qualità del lavoro incide, così come la nostra organizzazione. I genitori apprezzano». 

L’interno della sede

Hanno mosso i primissimi passi al Sestriere moltissimi atleti che poi sono approdati prima in Comitato e poi in Nazionale. Tra questi, anche due giovani che prematuramente hanno salutato questo mondo, Matilde Lorenzi e Matteo Franzoso. Due colpi durissimi per lo sci, ancor di più per lo sci club Sestriere. «È stato devastante, inspiegabile: questi incidenti ci hanno cambiati – aggiunge Simona – Il nostro presidente oggi ha un solo obiettivo: sicurezza totale. Controllo dei pulmini, materiali, piste, tutto. E comunque il vero problema non è a casa nostra, ma ciò che troviamo fuori quando ci alleniamo in altre località, dove spesso le condizioni non sono accettabili e si rischia davvero troppo». 

Il laboratorio

La società ha sempre impostato una programmazione differente in base al livello e alle ambizioni degli atleti. Ancora oggi è presente il “gruppo di merito”, formato dagli atleti più meritevoli che possono beneficiare di condizioni particolari e di servizi esclusivi: preparazione atletica, mental coach, nutrizionista, trasferte di allenamento davvero speciali. Come l’esperienza in Cile, quest’anno purtroppo funestata dall’incidente mortale di Matteo.

Festa del Sestriere

Anche durante l’inverno il club riesce a lavorare nelle migliori condizioni. Dispone di piste a Sestriere, ma è anche pronto a spostarsi altrove per cambiare pendii e puntare anche sulla scorrevolezza. «Abbiamo un budget che ci permette una buona qualità degli allenamenti e questo, parlando con altri club, non è scontato». Questo grazie anche alle attività estive di contorno organizzate per gli esterni. Il Sestriere propone infatti centri estivi sportivi, “estate ragazzi”, attività per bambini dai tre anni in su che esulano dalla programmazione sportiva dello sci club, pur avendo una gestione simile. 

E ora, dopo l’affascinante nuova sede, c’è un altro sogno nel cassetto. C’è la volontà di arrivare ad avere una struttura che diventi una “casa per gli atleti” per permettere loro di vivere e studiare nelle scuole già presenti tra Bardonecchia e Sauze d’Oulx con cui è già attiva una collaborazione. «È necessario avere un luogo con qualcuno che cucini, controlli e organizzi la quotidianità di questi ragazzi: a 15-16 anni non possiamo pensare che restino soli e facciano tutto in autonomia».

La nascita di questo centro sarebbe un altro enorme passo avanti per lo sci club Sestriere, che si ispira ad altre realtà internazionali, continua a crescere sotto tutti i punti di vista, mantenendo inalterata la grande tradizione. 

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