3Tre, gloria per 14 Nazioni diverse. L’Italia non vince dal 2005. E al femminile…

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Uno slalom che non è solo una gara. Molto, molto di più. Vincere la 3Tre a Campiglio regala l’immortalità, per svariati motivi. Atmosfera, le dolomiti di Brenta, l’Italia, il cibo, il panorama, la storia, la tradizione.

Non a caso qui hanno vinto tante nazioni diverse. Ultima la Bulgaria con Popov, giusto un anno fa, davanti a Meillard e Kolega. La Germania attende un trionfo da Felix Neureuther 2014, la Francia addirittura da Patrice Bianchi, che si impose nel 1992 davanti ad Alberto Tomba e a un giovane Thomas Sykora.

La Slovenia ha trionfato con Jure Kosir, la Jugoslavia, ai tempi in cui esisteva ancora, con il grande Bojan Krizaj. Non poteva mancare il Liechtenstein, capace di imporsi con i suoi fratelli d’oro: Andreas, vincitore della Coppa del Mondo 1980, nel 1984; e, sette anni prima Hanni Wenzel, poi mamma di Tina Weirather, nel 1977, su Kaserer e Morerod. Si perché a Madonna di Campiglio hanno gareggiato anche le ragazze, ben cinque volte, tre in slalom, due in gigante, e Dorota Tlalka, recentemente scomparsa, seppe regolare il primo e unico urrah al femminile in Coppa del Mondo anche alla Polonia. In attesa di Gasienica-Daniel? Chissà.

E l’Italia? Aspetta da troppo tempo una vittoria, dopo aver lasciato un’impronta indelebile sul Canalone Miramonti (e non solo, in generale a Campiglio): Gustav Thöni ci ha vinto 4 volte, due anche in gigante; Pierino Gros due, tra slalom e gigante; persino Much Mair ha saputo trionfare a Campiglio in Coppa del Mondo, in uno dei primi superG della storia, nel 1982. E poi Ivano Edalini, nel 1986, davanti a Stenmark e Gaspoz. Prima dell’era Tomba (3 successi, 1987-1988-1995) e dell’ultimo successo tricolore griffato Rocca nel 2005.

Aerni, Hirscher, Tomba e Kristoffersen nel 2017 ©Agence Zoom
Aerni, Hirscher, Tomba e Kristoffersen nel 2017 ©Agence Zoom

Ma il trionfo più memorabile rimale quello di Fausto Radici, il 19 dicembre 1976, davanti a Pierino Gros e Gustav Thöni, per una tripletta azzurra mai vista qui, né prima né dopo, in Coppa del Mondo. Stenmark nel 1974 colse sul Canalone Miramonti il primo di 86 incredibili successi in carriera, Paolo De Chiesa il primo podio sempre in quell’occasione.

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