L’attività del Livata attorno alla capitale e non solo. Malci: «Da 20 anni la seconda casa è a Solda»

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Quattro giorni, otto gare. Quattro valide per il Gran Premio Italia e altrettante come Fis. Dallo slalom al gigante, sotto la regia dello sci club Livata che ha organizzato l’opening del circuito istituzionale sulle piste di Solda, dove ormai è di casa. In pista le donne, gli uomini e i ragazzi del club capitolino, presieduto da Franco Malci che monitora anche l’organizzazione complessiva, con un occhio anche agli atleti in gara, lui che è medico e collegato via radio in partenza. 

La fatica, all’alba del quarto giorno, inizia giustamente a farsi sentire, ma il clima si fa più mite e l’ultima mattinata scorre via tranquilla e in modo disteso, che ha permesso al numero uno del club di scambiare qualche chiacchiera per una panoramica a tutto tondo, dall’organizzazione degli eventi all’attività del club, fino al progetto Centro-Sud. 

Presidente, partiamo subito dal Trofeo Livata che si è appena chiuso. Com’è andata questa edizione?
«Il bilancio è molto positivo. Abbiamo chiuso quattro giorni di gare intense che, come ogni anno, segnano l’apertura della nostra stagione. La partecipazione negli slalom non è stata altissima, ma sono state gare molto selettive. Buoni riscontri invece sui giganti, con la presenza anche di alcuni atleti di livello. Queste Fis di inizio stagione sono un appuntamento a cui teniamo in modo particolare, che vogliamo far crescere e che ci piacerebbe riproporre il prossimo anno». 

Solda è ormai un punto di appoggio storico per la vostra società. Che legame avete con questa località?
«Per noi Solda è una seconda casa. Da oltre vent’anni ci alleniamo e organizziamo gare qui. Il legame è nato già prima dell’attuale dirigenza: molti dei nostri tecnici sono stati atleti che venivano a prepararsi su queste piste. L’atmosfera, la disponibilità della stazione e la qualità delle piste hanno permesso di creare tutto questo. Dal 2000 non abbiamo mai saltato un anno: Solda ci conosce, ci supporta e ci mette nelle condizioni di lavorare al meglio».

Cristiano Restante con alcune atlete

Quali sono le principali difficoltà logistiche per un club che opera lontano dalle grandi stazioni alpine?
«Le nostre località, pur valide, non sempre offrono la possibilità di dare continuità negli allenamenti. Mancano spazi e piste adeguate in numero sufficiente, questo ci costringe a spostarci molto, con costi notevoli. Facciamo tanti chilometri per spostarci e preparare al meglio i nostri atleti, usufruendo di stazioni tra l’Alto Adige e il Trentino. È impegnativo, ma necessario per garantire una preparazione di qualità».

Come sta lo sci club Livata e lo sci laziale?
«I numeri sono buoni: tanti giovani si avvicinano ai club con diverse soddisfazioni anche in termini di risultati. Lo sci club Livata ha scelto di essere un club fortemente orientato all’agonismo, facendo base solitamente a Campo Felice. Questa identità chiara ha portato visibilità al club e ha attirato molti ragazzi. Oggi abbiamo circa 35 atleti circa, sulle tracce di Allegrini, Lallini e Sambuco».

Lavinia Sambuco al cancelletto

Qual è la difficoltà maggiore nel gestire uno sci club oggi?
«La burocrazia è aumentata molto: nuove normative e adempimenti richiedono grande attenzione. Poi ci sono i costi, che rischiano di allontanare le famiglie. Noi cerchiamo di agevolare il più possibile, ma lo sci agonistico resta impegnativo. Infine c’è la sfida di avvicinare i bambini allo sci che non è semplice sopratutto nelle città, a Roma come sulle Alpi. Va fatta una riflessione e bisogna recuperare il valore del gioco e del divertimento, senza premere troppo presto sull’aspetto agonistico. Siamo troppo schiacciati da questo aspetto».

Nel Centro-Sud è attivo un progetto federale seguito da Ruggero Muzzarelli e Alfonso Trilli. Qual è l’opinione sua e dello sci club Livata?
«È un progetto fondamentale, fortemente voluto dal nostro Andrea Truddaiu, ancora oggi vice-presidente del club. Riunisce i migliori atleti degli Appennini e dà loro possibilità che da soli i club faticano a garantire: continuità, confronto e qualità tecnica. Il supporto della federazione e dello staff è prezioso: porta innovazione, metodologie aggiornate e un collegamento più forte con il mondo dell’agonismo di alto livello. È un progetto che deve continuare a crescere».

Come proseguirà la vostra stagione?
«Dopo queste gare del Gran Premio Italia e del Trofeo Livata avremo in programma due FIS NJR in una località ancora da definire e poi alcuni eventi anche giovanili sulle nostre piste di Campo Felice. Sul fronte tecnico continueremo il percorso di crescita dei nostri atleti, cercando di dare continuità al lavoro di questi ultimi anni, sotto la direzione tecnica di Cristiano Restante».

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