La stoccata di Raphael in un mondiale di gioie e dolori per gli Haaser

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«Quando va, va». Ed è proprio così per Raphael Haaser, che in questi Campionati Mondiali è andato a prendersi qualcosa di inimmaginabile alla vigilia. E se la medaglia d’argento in superG poteva essere alla portata, forte anche dei quattro podi in Coppa del Mondo tra il 2021 e il gennaio 2025 (secondo a Kitz), il titolo di gigante è un qualcosa che va ben oltre ogni aspettativa. Numeri alla mano, lo sciatore austriaco non solo non è mai salito sul podio in questa specialità, ma non è mai neppure andato oltre il settimo posto. 

Oggi ha letteralmente fatto il botto davanti al pubblico di casa, andando a vincere il titolo iridato con il pettorale 22. «In questa specialità sono spesso stato scarso – dice – Non riesco a spiegarmi quello che ho fatto, anche perché altrimenti avrei applicato prima questa tecnica». In partenza si è caricato, si è detto che non aveva nulla da perdere, perché ai Mondiali ci sono solo tre cose che contano: l’oro, l’argento e il bronzo. Il resto sono solo piazzamenti e nessuno si ricorderà di te. «Può sembrare strano questo ragionamento, in fondo non mi ero mai piazzato così bene in gigante». 

Quando tutto gira alla perfezione, non c’è nulla che ti può fermare. E pensare che il ventisettenne nel gigante di Val d’Isère, nel mese di dicembre, si era pure stirato il legamento crociato restando fermo per sei settimane. È ritornato così in gara solo a Kitzbuehel, dove si è subito andato a prendere il secondo posto in superG, dietro a Marco Odermatt, proprio come ai Mondiali di Saalbach, quando la scorsa settimana concluse a un secondo tondo tondo dall’elvetico. 

Una medaglia già prestigiosa davanti al pubblico di casa e alla sua famiglia, che in ventiquattro ore ha vissuto prima dolori e poi gioie. Nel superG femminile infatti la sorella Ricarda si è fatta male, rompendosi il crociato e il menisco. Un vortice di emozioni contrastanti in casa Haaser, fino all’apice della carriera di Raphael, diventato campione del mondo in gigante. Chi se lo sarebbe aspettato. 

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