Vitali, rinascere dal cancro grazie anche al valore dell’agonismo

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La forza dell’uomo, anzi di più, la determinazione dello sportivo, dell’atleta, di un indomito master che da decenni è protagonista sulle nevi di mezzo pianeta. Ivan Vitali è nato due volte. La prima nel ’53, la seconda a gennaio quando è tornato a gareggiare. A Pila, in Valle d’Aosta, un podio in gigante nella Coppa del Mondo Master. Da sempre griffato sci club Radici, Ivan è riuscito a risorgere dopo quasi due anni fermo per un maledetto cancro. Alla terza polmonite nell’inverno del 2019 Vitali decise di approfondire le indagini ed ecco la diagnosi del tumore al midollo. Sotto le cure del prof. Alessandro Ramboldi e della dott.ssa Laura Paris, Ivan si è messo in discussione per l’ennesima volta. Non c’è mai fine, la battaglia continua sempre. Come nel lavoro o come nella vita familiare, come nello sport e adesso alle prese con un mieloma multiplo. «Lo sport mi ha insegnato il valore dell’impegno, della dedizione, di metterci tutto quello che hai dentro. E così questi valori sono stati vitali per iniziare le cure con il desiderio di vincere il tumore. E a ogni passo in avanti, sentivo riaccendersi dentro quel fuoco dell’agonismo e sapere che prima o poi sarei tornato sugli sci a confrontarmi con il cronometro», afferma Ivan. Due anni infiniti, sofferenti, con il cuore e la testa proiettati alla piccola Bianca.

Ancora Vitali: «Quando mi hanno diagnosticato il male, ho subito detto a Ramboldi che ero pronto a qualsiasi cosa per poter tornare a vivere come prima. L’aspetto psicologico, l’approccio alla malattia è stato fondamentale, credo davvero che lo spirito di chi gareggia abbia fatto la sua parte». Nei primi mesi ivan riusciva a stringere i denti e così a recarsi nel suo ufficio di consulente finanziario in cui primeggia a livello lombardo, poi piano piano ha dovuto desistere e concentrarsi solo sulle cure. «Mi ricordo i primi segnali di ripresa, contavo i globuli rossi che crescevano giorno dopo giorno in maniera scrupolosa, mi sembrava di essere in una ricognizione di uno slalom a contare i passaggi…», ora ci scherza su il master orobico. Lo scorso autunno Ivan ancora in fase di cura nonostante fosse in dirittura di arrivo, ha iniziato piano piano ad allenarsi. «Ho inizatio a muovermi, non a caricare ovviamente, ma primi accenni di preparazione atletica si. L’biettuvo di tornare a gareggiare ad inizio 2021 c’è sempre stato».

Poi i primi allenamenti, con Matteo Nana e gli immancabili fratelli Bergamelli con Norman in prima fila e poi con Eros Grazioli per la parte a secco. Dicevamo le gare a Pila. Poi il podio alla fase finale di Coppa Italia a Pampeago dopo quattro vittorie in gigante. Quindi i Mondiali a Cortina dove per due centesimi ha sfiorato il podio in gigante. Chiude Ivan: «La battaglia continua anche l’anno prossimo. Nulla ti spaventa dopo che batti un tumore. Obiettivi? Vincere la Coppa Italia e salire sul podio ai Mondiali di St.Moritz».

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