Ufficiale, addio alla combinata alpina dalla stagione 2020-2021. Russi: «Evoluzione, non rivoluzione»

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Una frase, una certezza. Nell’ultimo documento FIS redatto, presente anche sul sito ufficiale, si annuncia, leggiamo letteralmente, che “Further calendars have also been presented in Portoroz and the 2020/21 edition of the World Cup Tour attracted attention, as it no longer includes alpine combined events and increases the number of parallel events“. Ovvero, “altri calendari sono stati presentati a Portoroz (oltre a quelli 2017-2018, NdR), e ovviamente l’edizione della Coppa del Mondo 2020-2021 ha catturato attenzione particolare, dato che non include più le combinate alpine e vede invece aumentare il numero dei paralleli“. Dunque, è ufficiale, anche se nella sezione “documenti” non è ancora comparso il classico file PdF con i calendari a lungo termine, o meglio c’è, ma è sempre quello fino al 2020, già noto e non ancora completo: in ogni caso, dalla stagione 2020-2021 niente più combinate alpine in Coppa del Mondo.

Federica Brignone, Ilka Stuhec e Wendy Holdener sul podio finale della graduatoria di combinata alpina 2016-2017 (@Pentaphoto)

L’ALTRA NOVITA’ – Per il resto, a Portoroz si è discusso tanto. Seguendo un claim caro a Bernhard Russi, il mondo dello sci alpino sta attraversando una «evoluzione, non una rivoluzione», sistemando diverse regole per rendere questo sport ancora più attraente, ma senza perdere la forza delle sue discipline basi. L’altro cambiamento più importante riguarda l’ordine di partenza delle prove cronometrate. Il punto debole dell’ultima riforma sulle start list risiedeva nel fatto che i migliori 10 atleti della WCSL-DH di fatto partivano per primi facendo un po’ da cavia, o da ‘apripista’, per gli altri atleti forti. Per evitare questa situazione, si è deciso che i suddetti velocisti verranno sorteggiati tra il n.1 e il n.19, invece di scegliere il pettorale, cosa che rimarrà per la gara.

RIDUZIONE NUMERO PARTENTI –  La discussione su questo argomento c’è stata in Slovenia e andrà avanti ancora per i prossimi mesi fino al Meeting autunnale di Zurigo, visto che al momento attuale non è stato ancora trovato un punto di comunque accordo (solo 50 atleti al via?) tra le parti.

Chiara Costazza nel City Event di Stoccolma ©Agence Zoom

ALTRO – Per i paralleli, l’idea è quello di standardizzare i format di gara (che al momento sono City Event, Team Event e gare di parallelo a sé stanti), per facilitare il compito agli spettatori e spingere avanti il più possibile questa disciplina. Le coppe continentali godrebbero di buona salute, secondo quanto riportato, con un totale di 231 gare disputate nell’ultima annata agonistica. Val d’sere ha offerto una copertura LIVE streaming del suo evento sul web, mentre Kitzbuehel, in collaborazione con ORF, ha addirittura mostrato la gara in Austria sul canale pubblico. Altro punto importante, sempre più tappe di Coppa del Mondo stanno accettando di organizzare gare di Coppa Europa o comunque continentali, particolare importante soprattutto per le discipline veloci in modo da preparare al meglio i giovani a ciò che poi li attenderà… più in alto. Wengen e Lake Louise lo hanno fatto per anni, lo scorso inverno si è aggiunta Kitzbuehel, ora ha accettato anche Kvitfjell. 

Il podio della combinata di Santa Caterina ©Agence Zoom

Dei calendari si è già detto tutto, resta da aggiungere che l’ormai famoso slalom parallelo di Courchevel, per le donne, a dicembre, vedrà le qualificazioni previste in mattinata. Confermate, infine, le candidature di Courchevel-Meribel (in tandem) e Saalbach.Hinterglemm per i Mondiali 2023.

Stefano Gross al parterre di Stoccolma un anno fa (@Zoom agence)

 

 

 

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