Carca: «In gigante così non funziona. Nani? Abbiamo sbagliato approccio, mi prendo la responsabilità»

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Max Carca è sempre uno di poche parole, ma comunque incisive. Sarà perchè da quindici anni abita il Circo bianco, lo vive e ha condiviso con gli azzurri (e non solo) trionfi e sconfitte, gioie e dolori. Uno che ne sa insomma e, senza fronzoli, va diritto al nocciolo della questione. Preso atto dei trionfi in velocità di quest’inverno, il quarantatreenne di Volpedo e capo allenatore delle squadre azzurre di Coppa del Mondo, analizza la gara odierna di Kranjska Gora e comunque in generale il momento di difficoltà fra le porte larghe dei suoi ragazzi,

IL PUNTO DI CARCA – Ecco cosa ci ha detto: «Così non va, non funziona. In gigante l’Italia non è da podio, c’è poco da aggiungere. Peccato per Massimiliano Blardone che stava facendo una grande prima manche, peccato per Luca De Aliprandini e Florian Eisath discreti ma nulla di più, come anche Manfred Moelgg e Riccardo Tonetti che hanno fatto anche una gara onesta ma sciare da podio è tutta un’altra cosa». Carca non nasconde il problema Roberto Nani. E ci dice: «Roby? Mi ha detto che dopo la prima manche sentiva le gambe vuote, non è a posto fisicamente, ma soprattutto ha perso fiducia. C’è anche un problema mentale insomma. Con lui abbiamo sbagliato approccio, anche nel periodo della preparazione estiva, e mi prendo le mie responsabilità. Fra venti giorni finisce la Coppa del Mondo e tireremo una riga. Attenzione, bisogna investire su Nani perchè è un grande talento, ma c’è da cambiare qualcosa».

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