Momento d’incontro,  trionfo di ricordi e di emozioni, festa nostalgica. La viva che va, il viaggio che continua, la memoria che torna e ritorna su gesta e imprese. Giorgio Rocca. Giorgione è sempre Giorgione. Trascinatore, sornione, consapevole di cosa è stato e cosa è per lo sci e lo sport italiano. Brillante, ancora davvero competitivo a dimostrare eleganza e precisione nelle traiettorie alla riconferma degli istruttori nazionali di sci, i maestri dei maestri. Luca Moretti. Moro, che nonostante abbia messo anima e corpo nell’avventura con l’APT Livigno, riesce ancora a strappare senza grosse difficoltà la riconferma. Livignaschi, slalomisti, azzurri con carriere estremamente differenti ma ugualmente protagonisti nel modo di porsi, presentarsi, ancora davanti e in prima linea. Giorgione il fuoriclasse, il vincitore di una Coppa del Mondo di slalom, di undici vittorie nella massima serie, di tre medaglie iridate. Moro il gregario, che si mette in mostra in Coppa Europa e si affaccia in Coppa del Mondo. Sono stati i fari di due mondi. Giorgione è la classe, il primo della classe, la forza e la potenza. I risultati, la fama. Moro la voglia di combattere, di rimanere a galla, di provarci contro tutto e tutti. Due leader in due sci diversi, in due pianeti differenti Sono stati quelli che mi hanno accompagnato nei miei primi passi, in questa avventura sul campo fra Alpi e Appennini, fra le nevi d’Europa e del Mondo. I miei primi consiglieri, i primi maestri. Insieme oggi in Val Senales. Nostalgia e riconoscenza. Sempre.