Kjetil Jansrud @Agence Zoom

Come ogni anno, l’interesse generale per lo sci tende a scemare dopo gli appuntamenti più importanti della stagione. Quest’anno lo sono stati le grandi classiche di gennaio e come capita ogni quattro anni, non possiamo goderci un campionato del mondo o un’Olimpiade nel mese di febbraio. Adelboden, Wengen, Kitzbuehel, Schladming e Garmisch lasciano spazio ad una tappa in Corea.

COREA DOPO LE CLASSICHE: ATTENZIONE IN CALO – Sarà il luogo, la lontananza o forse il fuso orario, ma sembra che l’attenzione catturi solo gli addetti ai lavori e gli appassionati più fedeli, non certo la massa.Un peccato, perché a giocarsela ci sono sempre i migliori sciatori del mondo e le vittorie o risultati di vertice rimangono sempre una grande impresa. A prescindere dal periodo dell’anno, la scelta della Corea non sembra delle più felici. L’assegnazione dell’Olimpiade in una località di scarsa tradizione per gli sport invernali conferma sempre più quanto contino i giochi politici, anche nello sport, purtroppo. Da qui la tappa obbligata in coppa del mondo a fungere da test. Il pendio non è dei più impegnativi e la FIS ha fatto del suo meglio per movimentare la pista di Jeongseon con alcuni salti, che hanno comunque regalato spettacolo. La discesa è piuttosto lenta, il super G molto più bello da vedere. In entrambi i casi, ogni piccolo errore di traiettoria si paga caro.

ATTENZIONE A JANSRUD PER LA COPPA DEL MONDO DI DISCESA– Possiamo individuare il protagonista del week end in Kjetil Jansrud, più che altro per fare una precisazione. A detta di molti, il campione norvegese torna vincente “grazie” all’infortunio di Aksel Svindal. Difficile credere che sia davvero la sventura del compagno di squadra a riportarlo alla vittoria, anche perché si tratta della terza in questa stagione, senza dimenticare due secondi e due terzi posti. La supremazia di Svindal era evidente, su tutti. Jansrud era e resta fortissimo, ma più umano, diciamo così. Va piuttosto sottolineato il feeling perfetto con la neve e pendio coreano fin dalla prima prova. Al contrario del super G, dove sbaglia ed esce, la gara di discesa la conduce senza grosse sbavature e con grande sensibilità, necessaria per creare velocità sufficiente e traiettorie pulite. Lo stato di forma sembra ideale per la caccia alla coppa di specialità, dove troviamo in piena lotta anche Peter Fill. Staremo a vedere. Nel frattempo, attendiamo il prossimo week end, questa volta in Giappone, dove si torna al gigante e slalom.