Vento azzurro sulla Saslong

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Classe, coraggio e un po' di fortuna. Gli ingredienti del trionfo di Werner

Una vittoria che ricorda come una goccia d’acqua quella di Peter Fill a Lake Louise. Una sfida con gli svedesi. Questa volta è Jaerbyn, in Canada era Olsson. Poi attorno al numero 6 si è alzato un vento intermittente nella parte alta che ha disturbato i top 7. Infine la tensione fino al’ultimo concorrente, con l’americano TJ Lanning che fino al terzo intertempo sembrava in grado di combinare ‘la frittata’. Poi finalmente il trionfo, la liberazione, dopo due giorni di prove tribolati che avevano minato le certezze della pattuglia azzurra. Scendendo lungo la pista dopo l’ultimo concorrente ho incrociato Claudio Ravetto. Aveva un sorriso grande così. «Un po’ di fortuna, ma ci vuole anche quella! Ma che gara di Werner! Nelle curve del Ciaslat ha sciato una spanna sopra a tutti gli altri, non ha sollevato un filo di neve e ha azzeccato le traiettorie più dirette». E poi c’è spazio anche per un po’ di riflessione. «Se lo meritava. In America ha sempre sciato ad altissimo livello, soprattutto nelle prove, senza riuscire poi a raccogliere quasi nulla». Poco più in la Gianluca Rulfi se la rideva, con il solito modo di fare sornione. «Bravi e fortunati: un mix vincente, no? Complimenti anche a ‘Staudi’, peccato l’ultimo tratto di pista, se no anche lui era da podio». Già, perché il campione del mondo Patrick Staudacher sta crescendo di condizione a vista d’occhio e all’uscita del Ciaslat era l’unico che teneva il passo di Heel. L’ottavo posto è comunque una bella iniezione di fiducia per lui in vista della difesa del titolo iridato che lo attende a Val d’Isere. Ma torniamo a Werner. Nel parterre era radioso, il suo sorriso ha contagiato tutti coloro che sono accorsi per applaudirlo. E lui, come sempre, una parola per tutti, una stretta di mano. E potrà sembrare un po’ melenso, ma più di uno ha dovuto fare i conti con una lacrimuccia quando sono partite le note dell’inno di Mameli. Concludiamo con un aneddoto: l’ho incontrato nel gabbiotto di partenza prima della ricognizione. "Dai, fammi vedere una partenza da vincitore" gli ho detto. Lui si è messo lì, è schizzato fuori dal cancelletto e gli sono saltati via gli occhiali e gli è caduta la borraccia dalla tasca. A momenti la pesta con gli sci e si schianta. "Bell’inizio, oggi vinci di sicuro" gli ho detto…

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