Thalmann: «A fine giugno di nuovo sugli sci. E vorrei una coppetta a parte per i paralleli»

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Quindici piazzamenti tra le migliori dieci in Coppa del Mondo tra slalom e City Event dal 2011, in attesa del primo, sospirato podio; settima tra i raid gates ai Mondiali di Vail/Beaver Creek 2015, 3 vittorie (una anche in gigante) e ben 21 podi in Coppa Europa. Per due stagioni, prima del ‘risveglio’ di Bernadette Schild, è stata la migliore slalomista austriaca e sembrava sulla rampa di lancio nell’annata 2016-2017 prima di infortunarsi purtroppo a Copper Mountain, in allenamento, dopo aver disputato una sola gara (10a a Levi). Carmen Thalmann, classe ’89, da Berg Im Drautal (Carinzia), ora è finalmente pronta a ripartire in vista della stagione olimpica. Le abbiamo rivolto qualche domanda (@Photo Zoom agence).

Carmen, come sta adesso?

«Bene, la fiducia cresce e divento sempre più forte giorno dopo giorno».

Come ha trascorso l’ultima annata dopo l’infortunio al ginocchio sinistro?

«Dura guardare le colleghe gareggiare, è stato sicuramente l’inverno più difficile per me. Amo sciare e non poterlo fare è tremendo».

Ritorno sugli sci?

«Sciare è tutto per me, non ho pensato neanche per un istante che la mia carriera fosse conclusa. Sapevo fin dall’inizio che avrei fatto tutto il necessario per ripresentarmi al cancellato di partenza ancora. Ora, se tutto procede per il meglio, a fine giugno dovrei rimettere gli sci ai piedi. Per cui… tenete le dita incrociate anche per me!».

Com’è gareggiare contro Mikaela Shiffrin? Intendo dire… frustrante o in ogni caso stimolante?

«Direi entrambe le cose. E’ un’atleta fantastica, la sua sciata è quasi perfetta. E’ chiaro che un po’ di frustrazione in questi casi c’è sempre, perché tutti si allenano duramente per sciare come lei e… sembra praticamente impossibile riuscirci. Allo stesso tempo però proprio l’americana ci stimola tutte per lavorare ancora di più».

La rivedremo in gigante?

«Sicuramente, è uno dei miei obiettivi. Vorrei diventare una sciatrice brava in almeno due specialità in Coppa del Mondo. Durante la scorsa stagione, prima dell’infortunio, mi sentivo forte tra le porte larghe e farò del mio meglio per tornare a quel livello a partire dalla prossima annata».

Cosa migliorerebbe all’interno del circuito maggiore?

«Per me può andare tutto bene così com’è, ma se potessi cambiare qualcosa, trasformerei i due City Event in una disciplina vera e propria. Per come è il regolamento adesso, non trovo corretto che i risultati di quelle gare possano contare per la classifica finale di disciplina in slalom».

 

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