La riabilitazione della francese procede secondo programma

Tessa Worley non ha potuto difendere il suo titolo mondiale di gigante ai Giochi di Sochi a causa della lesione del legamento crociato del ginocchio destro dello scorso dicembre. L’abbiamo incontrata a Ushuaia dove si è allenata.

Tessa come stai 8 mesi dopo l’infortunio al ginocchio di dicembre?
«Bene grazie, il ginocchio non mi fa troppo male e sto sciando da due mesi. L’infortunio e il processo di riabilitazione sono stati qualcosa di nuovo per me e devo sempre fare degli adattamenti nel modo di allenarmi rispetto a prima ma va sempre meglio e sto lentamente tornando alla normalità. Per questo sono felice!».

Sei tornata sulla neve esattamente 6 mesi dopo l’infortunio, sei soddisfatta?
«Il rientro è lento. Non voglio fare errori e correre troppo. Voglio guarire meglio possibile prima di tornare a sciare intensamente. Ho iniziato con due o tre ski camps e sono andati bene e così mi sono sentita pronta per un periodo più lungo a Ushuaia. Ora va tutto bene e sento miglioramenti ogni giorno».

Mancano meno di due mesi all’apertura della stagione a Soelden: ci sarai?
«Non posso rispondere ora. Mi piacerebbe essere al cancelletto di partenza ma voglio essere sicura di essere pronta al 100%».

Dopo il titolo mondiale a Schladming e un buon inizio di stagione, hai saltato i Giochi di Sochi. Deve essere stato un momento difficile.

«All’inizio è stata veramente dura ma poi la mia mente ha accettato il fatto che non avrei gareggiato alle Olimpiadi . Mi sono concentrata sulla guarigione e mi sono presa cura di me stessa. La mia famiglia mi ha aiutato molto e ho imparato a essere paziente in questi sei mesi!».

Cosa pensi del gigante mondiale di Vail-Beaver Creek 2015. sarai in grado di difendere il tuo titolo?
«Non mi aspetto nulla ma so che voglio riprovare quella sensazione! Se sarà l’anno prossimo va benissimo! Altrimenti lavorerò duro per riprovarla prima possibile e molto spesso».

Poco prima di infortunarti hai gareggiato ai test event femminili di Beaver Creek. Come hai trovato la nuova pista Raptor? Il gigante dei Mondiali però sarà sulla Birds of Prey, pensi che sia adatta alle tue caratteristiche?
«Amo la nuova Raptor, è molto impegnativa e tecnica ma mi sono divertita molto a sciare su quella neve! Inoltre è molto interessante anche per gli spettatori, può succedere di tutto! La Birds of Prey è mitica e mi piace sciare sulle piste degli uomini perché spesso sono più tecniche. È una pista completa, con ripido e piani, è tattica e fisica e devi essere al 100% in ogni momento».

Gli Stati Uniti ti hanno portato bene con due vittorie ad Aspen…

«Amo la neve del Nord America, le piste e l’atmosfera».

Tuo padre è australiano, quindi probabilmente ti trovi bene in un Paese anglosassone. O ti consideri più francese?
«Quando ero bambina con mio padre sciavo d’inverno in Francia e in estate in Nuova Zelanda, così ero sempre in pista! Mia mamma è francese, in pratica sono 50/50 ma oramai vivo da molti anni con mia madre in Francia e da 8 faccio parte della nazionale di sci. Quindi direi che sono più francese ma mi mi piace la mia piccola differenza, quella di avere anche radici australiane».

Tra una riabilitazione e l’altra hai avuto anche il tempo per fare una bella vacanza con il tuo fidanzato Julien Lizeroux alle Maldive, ti sei divertita?
«Quest’anno abbiamo fatto vacanze corte ma eravamo in un posto perfetto per rilassarci e  dimenticarci degli infortuni, della riabilitazione e degli allenamenti. Avevo proprio bisogno di staccare la spina per qualche giorno e Julien di riposarsi dopo una stagione intensa. Mi piace viaggiare e ci sono tanti bei posti da vedere. Ma mi piace anche stare a casa perché viaggiamo già tanto per lo sci e poi così posso stare con la mia famiglia e gli amici».

Quella francese è una bella squadra, quanto è importante lo spirito di gruppo?
«Oramai siamo quasi le stesse da più anni quindi ci conosciamo bene e questa amicizia aiuta molto durante gli allenamenti e le gare. Tutti vogliamo le stesse cose e ci spingiamo a vicenda per ottenerle».

Se fra un anno guardassi indietro, cosa ti renderebbe felice pensando alla stagione 2014/15?
«Mi basterebbe solo divertirmi. Penso che questa esperienza mi abbia fatto crescere e reso più forte, dal punto di vista mentale e fisico. Ecco, guardando indietro, vorrei vedere questi cambiamenti». courtesy of Vail Beaver Creek 2015 vailbeavercreek2015.com