Stefano Pellin insieme a Daniel Yule. «La Svizzera? Come il Real Madrid»

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Gli anni con la Spagna, poi il ritorno a casa nel “suo” Crammont, ma non appena è squillato il telefono, Stefano Pellin ha fatto i bagagli ed è partito. Nuova avventura per l’allenatore di sci alpino valdostano, che dalla scorsa primavera ha raggiunto Swiss-Ski, al fianco di Matteo Joris. «Ci ho pensato due secondi e sono partito» ha detto. Perché a Stefano Pellin è stato proposto il ruolo di service di Daniel Yule, che quest’anno è passato ad Atomic. 

«Un salto non nel buio perché il brand austriaco è molto serio e rodato, con una squadra formata da grandi atleti – racconta Pellin – Ci stiamo trovando molto bene. È normale in questo momento essere alle prese con lo studio del set-up tecnico ideale, ma siamo sulla strada giusta. Daniel si trova bene e la sintonia tra di noi c’è». 

Com’è lavorare con Daniel? «Tutti mi parlavano di uno sciatore particolare, forse è vero che è particolare e per questo è speciale – dice – lo paragono un po’ a Verstappen, lo vedi che ha l’istinto da gara, proprio un guerriero. Ci aspetta una bella sfida quest’inverno, speriamo in una bella stagione seppur con qualche punto interrogativo». 

La Svizzera per la lunga trasferta di fine estate ha scelto ancora una volta la Nuova Zelanda, ora si sta allenando a Diavolezza per poi raggiungere la Val Senales. Gli slalomisti partiranno poi verso Levi, l’avvicinamento alla prima gara (di slalom) di Coppa del Mondo in programma a metà novembre.

Pellin ha lavorato per anni al Crammont e ci è tornato anche lo scorso inverno, dopo l’esperienza in Spagna al fianco di Joaquim Salarich. È anche guida di rafting e in passato ha ricoperto il ruolo di direttore tecnico proprio della nazionale italiana rafting. Ora un nuovo incarico ad altissimo livello, in una squadra trainata da italiani. Perché lì trovano spazio anche i service Fabio Viérin e Patrick “Luzzo” Merlo e il preparatore atletico Andrea Viano. Ma come si sta in Svizzera? «Facendo un paragone calcistico, è come parlare del Real Madrid ai tempi d’oro. Questa Federazione è una macchina organizzata nel minimo dettaglio».

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