Stagione Mondiale, come vanno gli azzurri in Coppa del Mondo? La storia

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Piccola storia a puntate per raccontare come si sono comportati gli sciatori italiani nelle stagioni che comprendevano anche la rassegna iridata (prevista nel febbraio 2017 a St. Moritz), ricordando che dalla nascita della Coppa del Mondo (stagione 1966-’67, anche se la prima gara si disputò nel gennaio ’67) e fino al 1982 i Mondiali si sono tenuti ogni quattro anni (1970, 1974, 1978, 1982); dall’edizione di Crans Montana ’87 si disputano a cadenza biennale. Apriamo la nostra analisi prendendo in considerazione gli anni ’70, dai primi successi di Gustav Thöni (1969-’70) all’ultimo sussulto della Valanga Azzurra (Garmisch ’78), passando per i trionfi di St. Moritz ’74.

ANNI ’70 – La stagione 1969-’70 è storica in chiave azzurra e si apre con il primo trionfo italiano maschile in assoluto nel circuito, datato 11 dicembre 1969, in gigante a Val d’Isere, ovviamente prima vittoria in carriera per Gustav Thöni, che in quella stessa annata sarà l’unico azzurro capace di inserirsi tra i primi tre in gare di Coppa, più volte per altro, con 4 vittorie, nove podi complessivi, il terzo posto nella classifica generale a soli 8 punti dal vincitore, Schranz, il primo in quella di gigante e il quarto in slalom. I Mondiali in Val Gardena nel 1970 vedranno l’Italia a secco di medaglie, con il quarto posto di Thöni in slalom (a 70 centesimi dal bronzo, uscirà in gigante) e il quinto di Marcello Varallo in discesa.

ST. MORITZ ’74 – Quarantadue anni fa: una stagione memorabile per quella che proprio nel gennaio 1974 verrà definita, da un giornalista, Valanga Azzurra, ovviamente al seguito della leggendaria ‘cinquina’ di Berchtesgaden, in gigante, con Gros davanti a Thöni, Stricker, Schmalzl e Pietrogiovanna. Ma l’annata 1973-’74 è tutta trionfale: in 21 gare di Coppa, gli azzurri saliranno 23 volte sul podio con nove vittorie (5 Gros, 3 Thöni, 1 Plank) e podi anche per Schmalzl, Stricker, Anzi, Besson e Radici. La Coppa generale andrà a Pierino con 181 punti, davanti ai 165 di Gustav. Stricker sesto, Plank nono. Gros vince la Coppa di gigante, Thöni quella di slalom, Plank è terzo in gigante. E Claudia Giordani, il 9 gennaio 1974, diventa la prima italiana della storia a conquistare un gigante di Coppa del Mondo, a Les Gets, in Francia. Ci vorranno altri 20 anni per il secondo successo, firmato da Deborah Compagnoni. Ai Mondiali di St. Moritz la Valanga Azzurra tocca l’apice: Gustav Thöni vince in gigante (con Gros terzo, Stricker quarto, Schmalz sesto) e in slalom (dove Gros butterà via una medaglia) grazie alla leggendaria rimonta nella seconda manche tra i ‘rapid gates’; in discesa Zwilling sorprende un ancora giovanissimo Klammer, con Besson quinto e Anzi settimo. A Livello femminile, Giordani chiude quinta in slalom e Christina Tisot sesta in discesa a 37 centesimi dal bronzo della Drexel (oro ad Annemarie Moser-Pröll).

TRAMONTO – Garmisch-Partenkirchen 1978, si chiude un ciclo d’oro: la Valanga Azzurra ha letteralmente dominato dal 1973 al 1976, ma da una stagione è iniziato il declino, nonostante molti dei suoi protagonisti siano ancora giovani. In Coppa del Mondo gli azzurri comunque si difendono ancora: Plank vince in discesa in Val Gardena e a Cortina, Gros, Bernardi, Antonioli e De Chiesa aggiungono altri cinque podi (nessuno a livello femminile, ma la Valanga Rosa almeno in slalom sta per esplodere) e nella classifica finale di Coppa ci sono ancora tre italiani tra i primi dieci, Plank, Gros e Bernardi. Ai Mondiali tedeschi l’ultimo sussulto di una squadra di campioni lo firma Piero Gros, argento in slalom (Bernardi sarà quinto) dopo aver chiuso in testa la prima manche, a 66 centesimi da Stenmark. Lo svedese è quasi imbattibile: vince sette volte in Coppa, si prende oro in gigante e appunto slalom a Garmisch e due anni dopo farà ancora doppietta ai Giochi di Lake Placid ’80. Claudia Giordani chiude ottava in slalom. In casa azzurra, livello maschile, si volta pagina…

(1 – CONTINUA)

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