'Sognavo un risultato del genere da tutta la vita'

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Patrick Thaler commenta a caldo il primo podio in carriera

"E’ una gioia pazzesca, non riesco quasi a rendermi conto di esser salito sul podio in una gara come questa. Ricordo quando da bambino la guardavo in televisione e mi sembrava tutto pazzesco". Le parole d’esordio di Patrick Thaler in conferenza stampa – in un inglese spigliato e fluente – sono quasi scontate: l’emozione di trovarsi per la prima volta davanti alla stampa internazionale non è cosa da poco. Poi ritrova la serenità che lo contraddistingue, ci pensa un attimo e attacca. "Vuol dire che ho fatto bene a continuare a crederci, anche quando sono stato messo fuori squadra. Sapevo di avere un buon potenziale e ci credevano anche tutta la mia famiglia e la mia fidanzata, che mi sono sempre rimasti al fianco». L’anno scorso Thaler ha iniziato la stagione da aggregato al gruppo Coppa Europa, poi è letteralmente rinato grazie al quarto posto di Bad Kleinkirchheim. «Quest’estate ho lavorato bene, sono riuscito a trovare quella continuità di rendimento che è fondamentale per uno slalomista. Avendo una sola diciplina a disposizione, non posso permettermi di sbagliare, come troppe volte ho fatto in passato». Già, perché Patrick il prudente, quello che nelle seconde manche magari tirava il freno pur di arrivare, ha lasciato il posto ad un intelligente calcolatore, che sa attaccare nei punti giusti della pista e controllare l’andatura dove non è il caso di prendere rischi. Senza un errore nel tratto finale oggi avrebbe potuto anche competere per la vittoria. «Ora i risultati stanno dimostrando il mio valore. Non posso pensare sia stato solo un caso. Con molta tranquillità mi preparo per i prossimi appuntamenti. Ho trent’anni, ma mi sento un ragazzino, come se avessi ancora tutta una carriera davanti». E per finire un immancabile ringraziamento ai suoi tecnici. «Mi trovo benissimo con Patrick Merlo, il mio skiman, che riesce sempre a prepararmi sci perfetti. E poi devo ringraziare Max Carca, un tecnico che ha sempre creduto in me. Siamo praticamenteentrati in squadra negli stessi anni, quando faceva ancora lo skiman, e mi conosce come nessun altro. È un risultato che dedico anche a loro».

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