Sochi, il commento tecnico della discesa libera

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Finalmente abbiamo assistito alla prima discesa sulla pista che ospiterà le prossime Olimpiadi. Al contrario di alcune voci ‘di corridoio’, si tratta di una pista interessante, impegnativa e piuttosto lunga. Il primo tratto  presenta delle pendenze importanti con curvoni molto tecnici. Si prosegue su terreno ondulato, arricchito da alcuni salti molto spettacolari. Oggi la ‘Rosa Khutor’ era inoltre in condizioni perfette, con neve molto compatta, al contrario della maggior parte delle gare sin qui disputate. Beat Feuz vince e si avvicina molto a Ivica Kostelic, in piena lotta per la Coppa del Mondo generale. Si preannuncia un finale di stagione davvero avvincente. L’atleta elvetico non dà segnali di calo di forma e interpreta la gara in progressione. Un inizio non impeccabile, leggermente in ritardo nei difficili curvoni sul muro. Dal secondo tempo intermedio non sbaglia più nulla però. Crea velocità e asseconda al meglio le ondulazioni del terreno. Salta più lungo degli altri, ma non si scompone. A 25 anni porta a casa una vittoria davvero incoraggiante in chiave Olimpiadi. Anche oggi va segnalata una sorpresa. Il canadese Benjamin Thomsen, coetaneo di Feuz, aggredisce la pista senza timori reverenziali, sulle ali dell’entusiasmo degli ottimi risultati ottenuti a Chamonix (undicesimo e quinto nelle due discese). Come Feuz, non è un gigante, tutt’altro, ma la forza non manca. Al contrario di inizio stagione, riesce a sciare con scioltezza e grande sensibilità, dote fondamentale per un discesista. Bravo anche Adrien Theaux. Il francese chiude terzo ed è il migliore nel tratto iniziale, quello più ripido. Domani la supercombinata.

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