Simone Del Dio sarà ancora nello staff francese nel prossimo inverno, alla guida degli slalomisti: sarà per lui la quinta stagione oltralpe. «Mi hanno confermato – ci ha raccontato dalla sua casa di Bardonecchia, nella nostra diretta Instagram – una bella soddisfazione». Ma come si gestisce questo periodo? «Dobbiamo accettare che sia finita. Prima del previsto, ma che sia finita. E non pensare in modo ossessivo che bisogna mettere gli sci a giugno. Ogni federazione ha preparato un piano A, uno B e anche uno C per quest’estate in vista della prossima stagione, ma siamo tutti in attesa. E questa attesa dobbiamo gestirla nel modo migliore. La Francia, come l’Italia, ha un rapporto speciale con Ushuaia: è chiaro che il nostro piano A, come credo quello degli azzurri, sia quello di andare là. Ovviamente se ci saranno le condizioni. Il piano B saranno i ghiacciai, ma anche in questo caso staremo a vedere cosa succederà». La Francia, come l’Italia punta ad andare in Argentina, magari rimanendoci di più, si fanno le prenotazioni della trasferta, sempre che venga dato il via libera ai viaggi. Altrimenti ci saranno i ghiacciai, Stelvio o Les Deux Alpes, oppure Zermatt o Sas Fee anche se il primo ha da sempre una stretta collaborazione con le squadre di casa, mentre nel secondo ci sono stati investimenti da parte degli austriaci. Intanto si lavora sul presente. «Io ero a Reiteralm prima del blocco in Italia – prosegue Simo – e mentre da noi si attuava la zona rossa, in Austria era tutto come sempre, mi ricordo anche un meeting e un raduno di yoga in albergo. Adesso siamo tutti nelle stesse condizioni: ho ovviamente fatto un serie di telefonate con i miei colleghi, con gli atleti, ma un vero debriefing sulla stagione passata per partire con la nuova preferisco farlo poi al primo incontro diretto».
Noel, Pinturault, ma anche Grange e Lizeroux e chissà qualche giovane da inserire man mano. «Pintu lavora con la squadra in estate, poi visto il suo calendario, nel periodo delle gare si trasferisce in Austria con il suo staff dove è comunque presente anche un tecnico della federazione francese. Noel vive ormai ad Albertville, i due senatori sono a casa e sono pronti a a ripartire, non smettono: Grange diventerà papà e sono convinto che avrà nuovi stimoli, Lizeroux, beh, lui ha detto che continuerà sino a 40 anni. In una gara lui era il più vecchio in partenza, Noel il più giovane e spesso sono sempre in camera assieme…».
Non parliamo di obiettivi, ma sono chiari. «Pintu non l’ho sentito direttamente, ma più che arrabbiato, mi hanno detto che era deluso; Noel ha stupito un po’ anche noi non solo per i risultati, ma per la serenità nell’affrontare le gare. La stessa di sempre. Adesso lo conoscono, c’è maggiore pressione, ma lui è rimasto sempre tranquillo come prima».
Ma ci sarà un atteggiamento diverso alla ripresa di Coppa del Mondo. «Vedremo, è possibile, ma è anche possibile che quando ci sarà il via libera dovremo in qualche modo convivere. In fondo gli slalomisti sono abituati: a Zagabria e solo perché Zagabria è l’inizio del mese di fuoco per gli slalomisti, al primo colpo di tosse di un collega, cambiavano tavolo se era lì vicino per non ammalarsi…».
Chiusura con l’Italia. «Jacques (Theolier) è un amico e un maestro per me. Ha fatto un grande lavoro con tutti, giovani e meno giovani. Ho un ottimo rapporto con lui e con tantissimi atleti azzurri che sento spesso. Insomma adesso sono in Francia, con l’Italia ho avuto e continuo ad avere un ottimo rapporto, nel futuro chissà».

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