Simoncelli, riabilitazione guardando deciso al futuro

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"Voglio tornare competitivo. Guadagnini? Peccato, tecnico e uomo di valore"

Davide Simoncelli ha appena tolto i punti del ginocchio destro operato il 6 aprile alla Madonnina di Milano dal prof.Herbert Schoenuber e dal dott.Andrea Panzeri. Adesso è il periodo della fisioterapia, due settimane a Milano presso Physioclinic. L’infortunio il 26 marzo nel gigante dei Campionati Italiani Assoluti a la Thuile. La ‘3-Franco Berthod’ è stata fatale a ‘Simo’. “Dopo quattro curve ho sentito una fitta al ginocchio malandato, il destro. Ho continuato a sciare, non credevo fosse qualcosa di così grave. Poi il dolore rimaneva e non ho fatto la seconda manche”. Le prime indagini hanno riscontrato la rottura del menisco, ma ulteriori analisi palesavano anche la rottura del legamento crociato anteriore. “E’ così, peggio del previsto. Adesso dovrò stare fermo quattro mesi. O meglio, fra due mesi potrò rimettere gli sci, ma l’allenamento vero e proprio fra quattro, in Argentina a questo punto". Il poliziotto di Rovereto non ha perso la fiducia. “Dopo una stagione particolare, difficile, avrei voluto riprendere subito, ora non è così. Del resto sono cose che ho già fatto, non è facile la riabilitazione soprattutto per le motivazioni che puoi avere nel presente, ma io guardo già alla prossima stagione, ora per un pò mi devo mettere il cuore in pace e lavorare”. Simoncelli lavora duro ed in maniera minuziosa in Physioclinic, seguito da una struttura all’avanguardia. Due sedute al giorno per almeno due settimane. Davide ripercorre la sua stagione: “Non ero partito neanche male, e nemmeno ho terminato male, almeno come sensazioni. A Kranjska Gora ero sesto nella prima manche, poi ho sbagliato nella seconda”. L’Alta Badia e il Mondiale di Garmisch, quelle che dovevano essere le sue gare però sono state fallite, come del resto per tutta la squadra di gigante. “In Badia non ci siamo fidati di quel ghiaccio, si poteva osare di più. Al Mondiale non era la mia neve, questo non è una giustificazione, ma uno stimolo a migliorarmi. Ma è così, inutile negarlo, in certe condizioni faccio fatica, in altre primeggio. Certo, a volte in questo sport fai fatica a capire certe cose. Assettato con gli scarponi in un modo che avevo meno mal di schiena ma ero meno scorrevole, ho fatto la stagione quasi migliore nei paini, ma a Garmisch è andato tutto storto”. Ricordate il trentino nel parterre bavarese dopo il gigante iridato? “Ero amareggiato, ma consapevole dei miei errori. Sono stato molto critico con me stesso, io corro per il podio, arrivare decimo non mi interessa. L’anno prossimo voglio tornare competitivo”. Parole da campione. ‘Simo’ ci parla dell’addio di Matteo Guadagnini: “E’ stato un signore, oltre ad essere un tecnico di valore è una persona che stimo, un amico. Abbiamo lavorato al meglio con lo staff del gigante, i tecnici hanno messo noi atleti in condizione di andare sempre forte, altro che storie e lamentele. Hanno scritto che Guadagnini ha lasciato i gigantisti per presunti scontri fra il sottoscritto e Massimiliano Blardone, sono balle. Peccato per ‘Matte’, ma capisco. Adesso si volta pagina, Jacques Theolier è un tecnico competente”. Finita la pausa riprende il lavoro in palestra. Chiude con una battuta: “Torno a Milano anche la prossima settimana, speriamo che la Fisi mi rimborsi…”. L’inverno è lontano, ma la speranza di tutti è vederlo riprendersi nuovamente lo scettro del ‘Re della Gran Risa”…

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