Federica Brignone durante le interviste

SOELDEN LIVE – Di ricordi non si vive, quel che è successo lo scorso anno è stato messo in archivio o scritto sui libri di storia. Ora un lungo respiro, un reset perché si riparte da zero. In estate ci sono stati infortuni e ritiri, pochi giorni fa è arrivato l’annuncio che Mikaela Shiffrin oggi non ci sarà. Ci saranno però altre 69 atlete che non vedono l’ora di indossare il pettorale e, come tutti, di provare a respirare un’aria di normalità, che a Sölden non c’è. Apre le danze la svizzera Wendy Holdener, che si è infortunata durante l’estate ed è rimasta in dubbio fino all’ultimo. Alle sue spalle una raggiante Marta Bassino, che è in forma e che a domanda risponde: «Sto bene e mi sento bene: sono pronta a iniziare – racconta -. Abbiamo fatto solo due giorni sulla Leo in Val Senales, ma sono bastati perché le condizioni erano ottimali». Niente trasferta in Sudamerica, nessun confronto con le avversarie, ognuno è rimasto per conto proprio, nel rispetto delle misure anti-Covid. Dire chi è in forma è difficile, ma qualche informazione a Marta Bassino è arrivata: «Alice Robinson dicono che sul muro della Val Senales sciava forte, partiamo però tutte dallo stesso punto, ci mettiamo in gioco e vediamo». Alice è stata la sorpresa dello scorso anno, la 2001 che proprio a Sölden ha lasciato di stucco tutti, vincendo davanti a Shiffrin e Worley, due atlete non proprio sconosciute… 

L’arrivo delle azzurre in zona mista

Venerdì non c’è stata la sciata in pista, il meteo non è stato dei migliori e per tutto il giorno i mezzi battipista hanno lavorato senza sosta per pulire il Rettenbach. Nessuno ha testato il terreno, Federica Brignone (pettorale 6) lo conosce ormai a memoria perché oggi metterà le sue lamine su quel pendio per l’undicesima volta. Un briciolo di tensione c’è sempre, quest’anno più che mai perché addosso avrà un pettorale pesantissimo, quello rosso di vincitrice della sfera di cristallo. «Qui la tensione si sente sempre, che tu sia all’esordio o all’undicesima presenza – racconta -. Ma questa surreale tranquillità e il minor numero di eventi mediatici mi hanno aiutata: non sono agitata. La gara però la sentirò parecchio perché è la prima della stagione e devi di nuovo abituarti al pettorale». I fari sono puntati tutti sulla campionessa di La Salle che racconta di stare bene, ma di non aver ancora raggiunto il massimo della sua condizione. «E va bene così, perché per arrivare a marzo non puoi essere già in forma ora. Bisogna iniziare a martellare da fine novembre». Si sa, Soelden è sempre stata una gara particolare, un primo giorno di scuola per tutti. Può andare bene oppure male, lo sa bene Brignone che due anni fa mise gli sci cinque giorni e chiuse seconda, lo scorso anno senza particolari problemi non andò oltre il quinto posto. Era subito stata considerata come una prestazione deludente, qualcuno parlava già di un primo campanello d’allarme, invece poi sappiamo tutti com’è andata a finire. Brignone parte per stupire ancora, per salire sul podio e per vincere. Le Coppe non le hanno tolto la voglia di attaccare.

Con il 16 tocca a Sofia Goggia che durante le interviste della vigilia aveva anche ipotizzato di essere dentro al sorteggio del primo gruppo. Invece no, è rimasta appena fuori, ma il pettorale che indosserà tra poco sarà comunque prezioso se pensiamo che lo scorso anno qui a Sölden partì con il 64. È l’inizio di un nuovo percorso per la bergamasca che in estate ha cambiato skiman e si è affidata a Babi. Ha lavorato parecchio sul gigante, non ha certo messo da parte la velocità. «Parto senza aspettative, cerco di mettere in pista il lavoro che ho fatto e di continuare il mio percorso – racconta -. Lo skiman? Bruno (Federico Brunelli, ndr) mi ha presa per mano quando ero un’atleta esordiente con grande potenziale, ma senza solidità tecnica e mentale. Con lui si è chiuso un cerchio e lo ringrazierò sempre. Ora ho Babi e averlo al mio fianco è quell’aria fresca di cui avevo bisogno. Nuovi stimoli, riuscire ad avere una figura così solida mi fa bene: ha 62 anni e insieme allo skiman della Vonn è il veterano della Coppa». Sofia Goggia rientra dall’infortunio al braccio di Garmisch, consapevole di non essere «ancora a livello delle migliori, ma lavoro per ritrovare le sensazioni di qualche stagione fa anche in questa disciplina». 

L’Italia schiera anche Luisa Bertani con il 46, seguita subito dietro da Roberta Melesi e Valentina Cillara Rossi. Numero 61 per Ilaria Ghisalberti, l’unica debuttante in casa Italia, poi con il 65 Laura Pirovano e con il 66 Lara Della Mea. Prima manche alle 10, seconda alle 13. Diretta su Raisport ed Eurosport.