«Mi assumo la responsabilità per i deludenti risultati ottenuti dagli atleti italiani nelle discipline tecniche. Dopo un’attenta riflessione, e preso atto del venir meno del necessario rapporto di fiducia reciproco con i superiori, ritengo corretto fare un passo indietro. Ringrazio la FISI per l’opportunità ricevuta e auguro agli atleti un futuro ricco di soddisfazioni sportive». Così Mauro Pini, il ticinese che allenava ormai fino a oggi gli slalomgigantisti azzurri.
Il tecnico aveva iniziato la scorsa primavera a guidare il team delle discipline tecniche prima diviso fra slalom e gigante. Un avvio più che buono con il podio di Beaver Creek in gigante di Alex Vinatzer (suo anche l’ultimo podio in slalom per l’Italia, Kitz l’anno scorso). Ma poi durante la stagione, troppo spesso gare opache da parte degli azzurri.
Già il direttore tecnico Max Carca dopo lo slalom di Bormio lunedì, aveva parlato ovviamente di bilancio in chiaroscuro per i nostri colori: settore velocità stratosferico, non solo per le medaglie, settore discipline tecniche fallimentare.
Chi prenderà il posto di Pini? Al momento sembra nessuno, dal momento che mancano solo due tappe di Coppa del Mondo: Kranjska Gora e le finali di Kvtfjell. L’anno scorso, ricordiamo, si era dimesso Simone Del Dio dal team slalom.
Ora arrivano le dimissioni di Pini. Davvero un periodo difficile per le formazioni delle discipline tecniche.




