Shiffrin, lavoro proficuo in Nuova Zelanda

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Pfeifer: 'Curioso di vedere dove potrà arrivare in gigante'.

 Un mese di lavoro in Nuova Zelanda per la squadra femminile americana delle discipline tecniche, con Julia Mancuso aggregata per il gigante. Tre slalomiste presenti, ovviamente la campionessa olimpica Mikaela Shiffrin, oltre alle giovani promesse Lila Lapanja e Paula Moltzan.

TEMPO – Condizioni meteo non bellissime, ma per il tipo di lavoro svolto, più che sufficienti. «Il tempo, quando si lavora in slalom e gigante, non ti condiziona poi più di tanto. In più, abbiamo previsto quattro settimane abbondanti di lavoro, quindi abbiamo utilizzato i giorni di pioggia per recuperare. Comunque, ci aspettavamo condizioni difficili qua e là, storicamente in Nuova Zelanda c’è tanto vento unito a pioggia a intermittenza», fa sapere il tecnico Roland Pfeifer, che segue anche nel dettaglio proprio Mikaela. La pioggia in realtà ha persino… dato una mano, sempre secondo Pfeifer, perché l’umidità della neve ha contribuito a indurire di più il manto. Le ragazze hanno sciato per la prima volta assieme da aprile, inzialmente su un pendio piuttosto semplice al Roundhill Ski Field, lago Tekapo. All’ultimo momento si è deciso poi di non passare per Mont Hutt, ma di andare diretti a Coronet Peak.

SCELTE – «Dove abbiamo trovato condizioni fantastiche – continua Pfeifer – quando abbiamo sciato». Il viaggio ha segnato un cambiamento importante per la squadra femminile americana delle discipline tecniche, abituata a trascorrere ‘solo’ due settimane in Oceania. «E’ vero, per questa squadra, sotto la mia direzione tecnica, è la quarta estate in Nuova Zelanda. Ma due settimane sono quasi nulla, per cui ho deciso di tornarci, sì, ma per un mese intero, che considero giusto per la quantità di lavoro necessaria a questo punto dell’anno». Il Team USA in questione eviterà invece il viaggio in Cile, a settembre, e utilizzerà le prossime sei settimane per mantenere forza e condizione. L’obiettivo è presentarsi in forma perfetta alla data dello sbarco in Europa, previsto l’8 ottobre, per sciare sui ghiacciai.

SHIFFRIN – «Vedo dei miglioramenti nella sua sciata, c’è più potenza, più fluidità d’azione nei cambi», dice Pfeifer. Dalla fine dell’ultima annata, Mikaela si è concentrata molto sulla pulizia della sua sciata e sul giusto feeling da trovare con gli Atomic da gigante. Il risultato sembra essere già positivo. «Sarà divertente osservare quel che sarà capace di fare in questa disciplina – aggiunge ancora il tecnico austriaco – andrà meglio della scorsa stagione».

LE ALTRE – Per Lapanja, qualche problema con gli scarponi a inizio trasferta, problema che le ha causato dolori alla zona del polpaccio. Poi è arrivato pure un piccolo dolorino alla schiena, classico, ma per il resto sugli è stata sorprendente, secondo gli allenatori, anche se adesso le sue condizioni fisiche dovranno essere tenute sotto stretta osservanza. Per quanto riguarda Moltzan, sempre secondo Pfeifer, ha iniziato bene “sul facile, ma su pendii più difficili sono arrivati i primi problemi, per lei. In generale, comuque, anche lei è andata migliorando. Purtroppo però alla fine del ritiro è caduta, facendosi male alla parte alta della schiena, con un livido tra le spalle. Non ha potuto più continuare a sciare ed è tornata a casa cinque giorni prima del previsto». In ogni caso, Lapanja e Moltzan hanno sostenuto lo stesso programma fisico-tecnico di Shiffrin, cui non erano assolutamente abituate. Per questo gli allenatori restano fiduciosi per entrambe, se continueranno a lavorare con questa intensità e voglia.

Tratto da www.skiracing.com

 
 
 
 

 

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