Saluta l’agonismo Liberatore: «Gli infortuni all’apice della carriera»

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«Ci vediamo in pista, con un ruolo diverso». Federico Liberatore saluta l’agonismo, ma promette di non lasciare le piste. Il poliziotto ha annunciato attraverso i canali social il ritiro dell’attività, regalando ai tifosi un carosello di immagini di qualche anno fa. Di quando era bambino, di quando era entrato nel Comitato Trentino e ancora di quando era entrato in squadra C con atleti come Simon Maurberger, Hannes Zingerle, Hans Vaccari e Tommaso Sala. «Non si sa mai davvero quando arriva il momento di dire basta – dice – È una scelta difficile, ma per me quel momento è arrivato. Si conclude qui la mia carriera da atleta», le sue prime parole.

Federico Liberatore
Federico Liberatore ©Agence Zoom

Trentuno pettorali in Coppa del Mondo, 79 presenze in Coppa Europa dove ha collezionato due vittorie, entrambe nel 2020. Era lo slalom di Vaujany e un altro slalom a Berchtesgaden. Nella stessa stagione anche il secondo posto a Jaun, mentre il primo podio nel circuito continentale era arrivato in Val di Fassa, nel dicembre del 2017. «È stato un percorso lungo, intenso, fatto di sacrifici, soddisfazioni, vittorie, sconfitte e infortuni – aggiunge – Chi vive lo sport lo sa: tutto questo fa parte del gioco».

Federico Liberatore
Federico Liberatore ©Agence Zoom

Neppure “Chicco” è stato risparmiato dai momenti difficili. Prima l’operazione alla schiena, poi la rottura del legamento crociato. Tanti giorni fermo, a casa. «Gli infortuni sono arrivati nel momento più alto della mia carriera, quando ripartire da zero è ancora più complicato. Ancora di più quando devi continuamente dimostrare qualcosa per ottenere una nuova occasione: ma questa è la vita dello sportivo».

L’esordio in Coppa del Mondo nel teatro più bello, quello della notturna di Schladming, datato 26 gennaio 2016; l’ultima presenza nel massimo circuito a Madonna di Campiglio, nel dicembre 2022. In mezzo l’undicesimo posto di Chamonix nel 2020, suo miglior risultato in carriera.

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