Rulfi e Brignone alla conferenza stampa Fisi a Soelden

Il ciuffo bianco da un parte che mette in evidenza la stempiatura, l’occhiale da intellettuale, quel filo di barba, un foglio in mano con alcuni appunti. Equilibrato e posato. Eccolo lì Gianluca Rulfi, la felpa di ordinanza in vita, lì in piedi vicino alle sue otto ragazze che domani attaccheranno l’esigente ed infinito muro del Rettenbach. C’è un’atmosfera differente negli ultimi anni alla conferenza stampa della squadra femminile, d’altronde gli ottimi risultati di questi inverni hanno impresso serenità e sicurezza all’ambiente. Rulfi prende la parola per primo. E’ un condottiero, è un vincente il tecnico cuneese trapiantato a Genova per amore. Una miscela che è come un marchio di fabbrica, un tatto distintivo: pacato ma allo stesso determinato, riflessivo ma ugualmente netto quando le situazioni lo richiedono.

VINCENTE – Un vincente dentro, che ha fatto man bassa di successi prima con la squadra maschile di velocità ed ora con le donne. Lo capisci perché da’ per scontato che i forti devono puntare a primeggiare sempre. E’ propio così: mantenere l’asticella alta, sapere che non bisogna arretrare ma puntare sempre al vertice. «Corriamo per il podio, siamo da podio. Sempre». Capito? Rulfi è l’allenatore di Federica Brignone, Soifia Goggia e Marta Bassino, il trio delle meraviglie. E’ la persona giusta al posto giusto, è abilissimo nel gestire un gruppo così complesso. Ha sempre fatti così Rulfus con le tre regine, è sempre stato capace di mettere i giusti freni, ma anche capire che i pezzi da novanta devono avere il giusto spazio di autogestione. Ed è per questo motivo che tutte e tre non hanno mai voluto perderlo, ed è per questo che se anche a volte in passato è stato critico con la federazione lo ha fatto in maniera costruttiva ed è stato alla fine spesso ascoltato. Da questa stagione oltre ad essere il tecnico referente del team più prestigioso del settore femminile, Rulfus è diventato anche il direttore tecnico di tutte le squadre. Un ruolo anomalo detto così, uno strano binomio: allenatore e direttore tecnico allo stesso tempo. Un compito non facile dal punto di vista della gestione e organizzazione generale. Un’anomalia se si guardano gli esempi delle altre nazioni dove i ruoli sono definiti maggiormente, sono circoscritti in maniera più dettagliata. Ma del resto di Rulfi ce ne è uno solo. Anomalo per il ruolo, anomalo per dirigere il vertice dello sci a modo suo. Anomalo ma vincente.