Roma e lo sci, brillano gli occhi di Elena Sandulli

La giovane atleta è nata nella capitale e sulle nevi di Bressanone si è innamorata dell’agonismo. Oggi porta avanti questa passione a Innsburck, dove si è trasferita

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Sciare sulle Alpi, dove osservi le piste dal balcone di casa, è facile; farlo quando ti trovi nel cuore della capitale è tutt’altra cosa. Ma Roma è Roma ed Elena Sandulli lo ripete come un mantra: città natale che rimane nel cuore, pezzi di storia che affascinano la giovane sciatrice. La capitale brilla negli occhi di Elena, proprio come lo sci e quella voglia matta di gareggiare. La storia della quasi diciottenne è davvero curiosa e ti fa capire quante difficoltà ci sono dietro allo sport e alle proprie passioni, che oggi rimangono tali e che un domani potranno trasformarsi in qualcosa di più. Romana di nascita, sciatrice altoatesina, studentessa austriaca. La via del Brennero la conosce molto bene Elena Sandulli, così come la sua famiglia. Lo sci ha preso forma a Bressanone, quasi solo per divertimento.
«Era più una vacanza in montagna – racconta -, ci eravamo innamorati delle piste da sci, quasi facevo la mascotte della scuola». Il giocare sulla neve si è presto trasformato in agonismo, con Manuel Coppola, direttore della scuola sci Plose e istruttore nazionale, che ha lanciato la sfida. «Prova a fare qualche gara, visto che ti piace sciare…». Poche parole prese alla lettera che hanno cambiato stile di vita e ambizioni. «Non ho mai pensato a vincere – prosegue -, partecipavo alle gare proprio per esserci, nel segno dello spirito olimpico, io però sono sempre stata una persona ambiziosa e quindi poco dopo ho voluto alzare l’asticella, le competizioni mi hanno presa e non ne sono più uscita». Da Roma a
Bressanone, tutti i fine settimana, per coltivare questa grande passione. Viaggi eterni con il treno, notti in cuccetta con la famiglia al seguito, per essere presente a scuola il lunedì mattina e sulle piste il fine settimana: sacrifici portati avanti per dieci anni.
Il tedesco nel Sud del Tirolo, per Elena non è mai stato un problema perché come dice papà Michele: «il tedesco è venuto prima dello sci». Già a Roma infatti la sciatrice ha studiato in una scuola germanica e dunque il passaggio in Alto Adige è risultato più facile. Oggi la realtà è cambiata ancora perché la diciassettenne ha deciso di vivere a Innsbruck, dove segue l´ultimo anno di Liceo. Ama le lingue, che studia in autonomia e per sua volontà: italiano, inglese e tedesco, affiancando anche francese e cinese.

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«Quando abbiamo deciso di trasferirci mi si sono illuminati gli occhi – afferma -, non avrei mai pensato di abitare in questa città. Eppure le gare, l’agonismo e questa enorme passione mi hanno portata qua». Austriaca di Roma, la sua città natale occupa uno spazio importante nel suo cuore, con un pizzico di malinconia. «Ci sono figure importanti a casa, la mamma che continua a viaggiare tutti i fine settimana per raggiungerci, i nonni con i quali ho un rapporto fortissimo, poi amicizie di una vita con cui ho trascorso momenti belli e brutti – analizza Sandulli -. È stato difficile abituarsi a una città nuova, Roma per me è la più bella al mondo, è incredibile anche perché io amo la storia. Non appena ho del tempo libero, prendo e torno a casa, in inverno diventa difficile, in primavera lo faccio anche tutti i fine settimana». Elena che va in Austria per sciare e studiare, «entrambe importanti allo stesso livello» e che invece si trova subito ferma per un problema al ginocchio sinistro. Una prima operazione al menisco, poi un secondo intervento chirurgico e il ritorno sugli sci nel gennaio 2017. Un primo ostacolo superato, perché questo sport è sempre pieno d’insidie. Elena ha sciato per il Fana, ma dal giorno del suo rientro in pista è tesserata per il Livata, una società che le ha spalancato le porte.

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«Andrea Truddaiu mi ha aiutata davvero tanto, devo ringraziare lui, lo sci club e il Comitato Lazio-Sardegna che mi hanno accolta anche da infortunata, mettendomi a disposizione tutto il necessario». Elena ha un fratello, Filippo, quindici anni, con il quale condivide il percorso sciistico.
Con il trasferimento a Innsbruck, l’attività sciistica viene portata avanti tra Tirolo e Alto Adige, dove continua il rapporto di fiducia con Ivan Nardi, tecnico di riferimento praticamente da sempre, da quando Elena ha iniziato questo percorso. Trentacinque gare FIS dal novembre 2016 ad agosto 2017, gran parte disputate all’estero; presente anche a Coronet Peak e Treble Cone, trasferta neozelandese che è valsa 22 punti in slalom e la prima vittoria in una FIS. Per Elena Sandulli nella sua prima stagione Giovani solo quattro appuntamenti in Italia che corrispondono ai giganti dei Campionati Italiani Aspiranti, del Gran Premio Italia a Campo Felice, sulle nevi di casa, e dei Campionati Italiani Giovani. Una scelta chiara, perché nulla è stato improvvisato: «Dopo questo periodo di stop dovevo riprendere con il gigante su pendii facili, rinviando lo slalom ad aprile. Così ho cercato delle gare non particolarmente impegnative. Nelle prime prove avevo nelle gambe pochi giri di allenamento e quindi mi sono orientata in Austria, dove ho avuto la possibilità di avere dei buoni confronti con con le atlete di casa e quelle tedesche. Solo dopo sono andata in Italia: è stato bello correre a Campo Felice, a casa del mio nuovo sci club». Ambizioni sempre alte, obiettivi diversi e ben precisi, che non si riferiscono a un particolare evento o avvenimento, «perché prima di tutto alla mia età bisogna migliorare tecnicamente, ognuno ha i suoi grandi obiettivi nella vita. Certo, anche al mio interno penso a un futuro con la giacca dell’Italia, ma il nostro sport è fatto di ostacoli, a iniziare dalla nuova vita a Innsbruck».
Gli atleti a queste età hanno delle grandi ambizioni, com’è giusto che sia, ma è anche bello avere di fronte delle persone che hanno stravolto il loro modo di vivere e che lo fanno tenendo i piedi per terra. Perché il grande futuro si costruisce ora, un po’ alla volta, iniziando ad assaporare qualche successo ma continuando a tenere al primo posto la passione e il divertimento. E l’italianità di una romana che ama il suo Paese e che ha scelto l’Austria per inseguire i suoi sogni.

Articolo tratto da Race ski magazine 147 di dicembre 2017. Se vuoi acquistare la copia o abbonarti visita il nostro sito.