Flavio Roda potrebbe essere intenzionato a rassegnare le dimissioni e a lasciare immediatamente la Federazione Italiana Sport Invernali, dopo 14 anni di presidenza. L’ipotesi è emersa subito dopo il voto ed è stato lui stesso ad avanzarla. «Potrei anche decidere di dare le dimissioni, ma non ho ancora preso una decisione – aveva detto a caldo –.Devo convocare il Consiglio e fare tutti i ragionamenti del caso».
È la strada che finora in pochi avevano immaginato, perché da regolamento Flavio Roda può andare avanti a traghettare il lavoro fino al giorno delle nuove elezioni. «Ma bisogna capire se sia il caso di farlo».
Sul volto di Flavio Roda traspare ovviamente la delusione di non essere riuscito a superare il quorum, nonostante il 57% e rotti di consensi ancora raccolti. Anche nelle sue parole c’è un po’ di amarezza. «Ma a un certo punto bisogna accettare quello che è stato il verdetto dell’Assemblea e, con molta tranquillità, capire che cosa sarà meglio fare nei prossimi mesi».
LE IPOTESI E I PROSSIMI PASSI
Davanti ci sono 90 giorni per riportare gli affiliati a elezioni, ovvero l’8 gennaio 2027, nel pieno della stagione invernale. Già a Verona però le voci di un possibile posticipo a fine stagione, in un periodo tranquillo, erano insistenti. In ogni caso, Flavio Roda non potrà più ripresentarsi, mentre non ci saranno problemi per Antonio Noris, Roberto Bortoluzzi e per altri nuovi nomi pronti a scendere in campo.
Solo nelle prossime ore si capirà per davvero che cosa succederà, anche perché le eventuali dimissioni di Flavio Roda aprirebbero un altro scenario. È quello del commissariamento. Nel momento in cui il dirigente di Vidiciatico dovesse fare un passo indietro, la Fisi entrerebbe in una fase di stallo appunto con un commissario esterno che dovrà essere nominato a meno di due settimane dall’inizio ufficiale della stagione e che traghetterà la Federazione fino all’elezione del nuovo presidente.

«LE REGOLE SI ACCETTANO»
Poche ore fa, sul sito della Federazione, è arrivato il saluto formale di Flavio Roda: «Ho vinto per perdere – dice – Ho comunque ottenuto la maggioranza dei voti, ciò significa che la maggior parte dei presenti in assemblea ha apprezzato il mio lavoro durato 14 anni, che ha permesso alla Federazione di tornare dove doveva stare, sia a livello di risultati, sia di immagine che di conti. Non era così quando ho cominciato, nel 2012».
«Ciò detto esistono delle regole di cui bisogna prendere atto ed accettare le conseguenze – ha detto ancora Roda –. Desidero però ringraziare i Club, gli atleti e i tecnici che mi hanno dato questo forte sostegno e che si sono espressi così numerosi a mio favore. Il mio auspicio è che tutto questo movimento non vada disperso e che la Federazione possa continuare a crescere e a ottenere risultati di prestigio. Voglio quindi spronare atleti e tecnici a dare il massimo nella stagione che sta per iniziare, per dimostrare ancora una volta che il lavoro è stato fatto nel modo migliore e che nulla è stato improvvisato».

LA SUA SPERANZA
Flavio Roda, a conclusione dell’assemblea ordinaria elettiva, ha anche auspicato che da questo in momento in avanti regni l’unione e non la divisione. «In questi due mesi di campagna elettorale ho notato molta cattiveria nei miei confronti – aggiunge – Non è stata una campagna condotta sul confronto degli argomenti, ma si è basata soprattutto sugli attacchi personali. Sono stati strumentalizzati anche momenti molto difficili, come la scomparsa di questi due ragazzi (Matilde Lorenzi e Matteo Franzoso, ndr). Questo è sciacallaggio puro e, personalmente, è una cosa che non mi soddisfa affatto».
«So bene quello che ho fatto, in questi anni ho dato tutto quello che potevo dare alla Federazione, insieme a tante persone. Ci tengo a sottolinearlo: il lavoro è stato condiviso con tutti i consigli federali che si sono succeduti e con tutti i tecnici. Spero soltanto che arrivi qualcuno che abbia a cuore gli atleti e che non li abbandoni, perché sono il patrimonio più importante della Federazione».



