Prima prova della discesa sulla pista olimpica

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Assaggio della pista olimpica Rock con la prima prova cronometrata della discesa. Giornata di sole a Yanqing, con temperatura intorno ai -12, tutto su neve artificiale. Una vera giornata di training alla ricerca delle linee giuste su una pista sconosciuta, con tanti tagli di porta, quasi per tutti tra i primi in classifica. Così tempi da prendere un po’ con le pinze. Best crono di giornata per Stefan Rogentin che chiude in 1’44.00, precedendo di 8 centesimi lo spagnolo Adur Etxezarreta e di 26 Christof Innerhofer (con salto di porta dopo il primo salto); quarto a 27 il francese Matthieu Bailet, quinto a 34 il canadese James Crawford, quindi il tedesco Simon Jocher a 39, Aleksander Aamodt Kilde a 41, ottavi con lo stesso tempo lo svizzero Loic Meillard e Romed Baumann a 45, chiude la top ten Max Franz a 53. Sotto il secondo anche Broderick Thompson e Johan Clarey. Matteo Marsaglia termina a 1.63, Dominik Paris (sceso con il 3) a 1.89. Ma anche altri favoriti alla vigilia sono indietro: Feuz a 1.33, Odermatt a 2.18, Mayer (partito con il pettorale 1) a 2.44, Kriechmayr a 2.69.

Ma quali sono state le impressioni degli azzurri?. «Una pista che mi piace, bisogna sempre essere in movimento e spingere una curva dopo l’altra – spiega Innerhofer – , sono pochi i punti scorrevoli, mi sono trovato bene. Non ho pensato a quello che voglio fare, bensì a quello che ho sbagliato in passato, soprattutto nell’ultima Olimpiade, il mio obiettivo è fare meglio. Il vento qui c’è sempre, bisogna avere fortuna, prendere magari la folata giusta, ma più d tanto non ci possiamo fare molto, se non trovare le linee giuste e sciare veloce. Non c’è un vero punto dove fare la differenza, ma andare solamente al massimo delle proprie possibilità».
Per Dominik Paris: «Non è un tracciato facilissimo perché ci sono tante porte nascoste, sicuramente devo migliorare in certi tratti della pista. Mi aspettavo un pendio diverso, la sensazione è che vai veloce, ma alla fine le onde non ti aiutano a fare salti molto lunghi. Sicuramente c’è da trovare il feeling giusto per tagliare le linee, guadagnare tempo e prendere velocità. Il vento sarò senz’altro un fattore, qui vincerà chi avrà tanto pelo perchè è una neve aggressiva. Aspettiamo di capire quanto si lucida e poi bisognerà avere fortuna».
Infine Matteo Marsaglia: «Finalmente abbiamo fatto conoscenza con questa pista che sinora non eravamo mai riusciti a vedere in modo serio. Sicuramente è divertente, ci sono un po’ di porte cieche che ci creavano qualche dubbio, oggi abbiamo preso le misure. Io ad esempio ho fatto qualche metro di troppo, soprattutto nella parte alta. La neve di questa pista è un po’ particolare perché difficile da trovare in molte altre parti, la definirei simile alla neve americana, anche se meno aggressiva. Per noi non è nemmeno male, soprattutto per me e Innerhofer. Il problema è dato dal vento: al di là del fatto che può falsare il cronometro, toglie anche quei 4/5 km di velocità che protrebbero regalare un pizzico di spettacolo ulteriore».

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