Primo e secondo a Garmisch

L’ultima gara prima dei Campionati del Mondo in Val d’Isere regala all’Italia una fantastica giornata. Sulle nevi bavaresi di Garmisch è doppietta azzurra. Manfred Moelgg si aggiudica l’ottavo slalom della stagione, il secondo successo in carriera. Giorgio Rocca chiude secondo, un podio incredibile dopo un periodo difficile non solo per le due stagioni passate in cui ha fatto fatica a tornare con i big, ma anche per i problemi familiari che lo hanno attanagliato nell’ultimo mese. Un successo azzurro, che arriva proprio alla vigilia dell’appuntamento iridato. Manfred aveva chiuso secondo la prima manche, dietro all’austriaco Rienfried Herbst di otto centesimi. A undici centesimi in terza piazza Giorgio. Il primo ad infiammare la seconda manche è stato ancora un azzurro: Giuliano Razzoli risale dal quattordicesimo all’ottavo posto. Ha mollato sul muro gelato bavarese il reggiano di Villa Minozzo, confermando di essere fra i giovani più forti e adesso più continui. Una pista d’altri tempi la Gudiberg: una lingua di ghiaccio ripida dove le capacità tecniche venivano davvero esaltate. Una doppietta che quindi ha un valore ancora più intenso, visto che gli italiani hanno superato gli austriaci più in forma in queste ultime settimane: sul gradino più basso del podio ecco Rienfried Herbst, che precede Manfred Pranger che termina ex-equo con il francese Jean-Baptiste Grange. E l’altra Italia? Una bella notizia arriva dalle retrovie: il finanziere Stefano Gross porta a casa i primi punti in coppa del Mondo chiudendo venticinquesimo. Patrick Thaler esce nella prima sessione. Cristian Deville, ginocchio dolorante e anche influenzato, non si qualifica. Nella finish area dopo la premiazione inizia la festa azzurra. Tutti attorno a Manfred e Giorgio: atleti, allenatori e skiman. E anche i tantissimi tifosi italiani giunti a Garmisch. Certo, perché lo skistadium olimpico era un catino tricolore: non solo i “soliti” fans del Razzo, ma anche i supportes di Moelgg e Rocca. Una festa impressionante: ai Mondiali Moelgg, Razzoli, Rocca e Thaler. E sono tutti da medaglia!