Dominik Paris e il medico chirurgo Arnold Gurndin hanno incontrato i giornalisti alla Dolomiti SportClinic di Ortisei, dove ieri è stato operato il velocista azzurro. 

Domme, come stai?
«Mi sento bene, l’operazione è andata secondo i piani, ora vediamo quali saranno i tempi di recupero e come andranno le prossime settimane». 

Cosa è successo quella mattina?
«Mi stavo allenando, ho preso un buco e sono finito un po’ male sull’interno. È stato un mio errore. Prima di entrare nelle reti ho provato a rialzarmi, lo sci ha tagliato un po’ male sulla neve e mi è partito il crociato». 

Ti sei subito accorto della gravità dell’infortunio?
«No, ho preso un colpo, ma non ho ben capito dov’è partito il crociato. Subito mi ha fatto un po’ male, ma ho proseguito ancora due curve: il ginocchio teneva. Dopo è successo quello che è successo». 

Avevi mai immaginato qualcosa del genere?
«Sono sempre andato bene e non ho mai avuto problemi; questa volta è toccato a me, si sa che succedono questi incidenti, difficile non averne».

Sempre più incidenti…
«Gli attacchi? Con la caduta che ho fatto non si sarebbero comunque aperti. Ormai il nostro sport ha raggiunto un limite tale che sarà difficile cancellare gli infortuni. Migliorare si può sempre migliorare. Servono sempre più forza ed energia, le piste sono dure, ma lo erano anche allora. L’unica cosa è che non c’erano questi materiali».

Cosa dici della Fis?
«Stanno andando nella giusta direzione perché ora le piste hanno la stessa neve da cima a fondo, quindi una volta trovato il giusto set up va tutto bene». 

E quando ti sei fatto male che neve c’era?
«Era dura, perché poco prima hanno fatto la Coppa Europa. Era bella ghiacciata, ma quando sono scivolato sono andato un po’ fuori traccia…». 

Hai ricevuto chiamate e messaggi?
«Tantissimi messaggi, un po’ meno chiamate (ride, ha spento il telefono, ndr), dal circuito, dagli atleti, dai compagni di squadra. Mi fa piacere che tutte queste persone abbiamo avuto un pensiero per me. Posso solo ringraziarle e fare un in bocca al lupo a tutti». 

Ti rivedi un po’ in Svindal, atleta da te apprezzato?
«Non mi vedo in lui, ha avuto incidenti molto più gravi, uno proprio a Kitz davanti a me. Lui ha un’altra storia, è un eroe, è un campione, io non mi vedo uguale, a me è poi successa una cosa un po’ così…».

IL MEDICO – Durante la conferenza stampa è intervenuto anche il medico: «Il ginocchio è conservato perfettamente, non ci sono lesioni al di là del crociato e del collaterale. Le condizioni per tornare a livello supremo sono ottime, l’intervento è riuscito alla grande e non c’è stato nessun inconveniente. Abbiamo raggiunto l’obiettivo che ci eravamo prefissati con l’atleta. Tutto ok dal punto di vista meniscale e della conformità dei capi articolari».