Fiames, qualche chilometro da Cortina d’Ampezzo, sulla strada che conduce a Dobbiaco. È lì che sorge il villaggio olimpico costruito per ospitare gli atleti delle delegazioni che ruotano nelle tre venues della Regina delle Dolomiti.
Lì prima non c’era nulla, ora invece sono state posizionate 377 casette mobili costruite in Italia, semplici ma funzionali. E dicono anche molto calde. Sono già riconoscibili le aree adibite alle diverse nazioni, che come da tradizione hanno esposto bandiere, striscioni e vetrofanie.
All’interno letti veri (e non di cartone, ricordate le polemiche di Parigi?), i giusti spazi, il bagno e gli armadi. Tutto il necessario per poter ospitare fino a 1.400 atleti, ma non tutti stanno lì. Diverse squadre dello sci alpino, Italia inclusa, che da anni vanno a Cortina d’Ampezzo per la Coppa del Mondo, di base hanno mantenuto lo stesso quartiere generale. E quindi nei tradizionali alberghi.

Prima di entrare, imponenti come all’ingresso di ogni venue, i controlli di sicurezza. Via zaini, telefoni, giacche, che passano sotto agli scanner esattamente come negli aeroporti. Solo dopo si entra in quella che è diventa la hall, con tanto di caffetteria e di corner di alcuni sponsor.
Dentro il villaggio, casette in stile alpino alle due estremità, in mezzo invece una serie di “palazzi” multipiano costruiti per contenere ambulatori, farmacia, palestre, aree relax, mensa, ufficio di vario genere. Trovano spazio le aree del CIO, dell’organizzazione e dei Comitati olimpici nazionali. C’è anche quello dell’Italia Team, dove sono state allestite le postazioni del personale del Coni. Dalle donne e gli uomini degli uffici a fisioterapisti e professionisti del centro di preparazione olimpica. Gli uffici della “missione italiana” sorgono appena sopra una tranquilla area riposo dedicata agli azzurri.

Le delegazioni stanno arrivando da giorni, accolti, a Cortina d’Ampezzo, da quasi cento volontari pronti a far scoprire ogni singola struttura a disposizione. «I momenti iniziali sono sempre particolarmente intensi – spiega Tamburi, responsabile dei Villaggi – Si avverte una grande attesa e la nostra priorità è stata quella di assicurare arrivi fluidi e in un clima accogliente, affinché tutti possano sistemarsi con serenità e rivolgere fin da subito l’attenzione agli impegni sportivi imminenti».
Anche le strutture di Predazzo, Bormio, Anterselva e Livigno hanno aperto le porte alle delegazioni, così come è operativo il grande Villaggio Olimpico di Milano. Nel capoluogo lombardo sono già arrivati circa 1.600 atleti in rappresentanza di 42 delegazioni.

Le mense sono ampie e offrono una vasta scelta di piatti. A Milano vengono serviti circa 3.400 pasti al giorno, con menù studiati per rispondere alle esigenze nutrizionali degli atleti e alle diverse abitudini alimentari. Ogni giorno vengono preparate circa 3.000 uova e 450 chilogrammi di pasta, numeri che raccontano l’impegno organizzativo necessario al fine di garantire la copertura delle esigenze. Ogni giorno ci saranno 208 volontari e 100 membri dello staff al lavoro per il corretto funzionamento dell’area che poi verrà riconvertita in uno studentato.
Alla cerimonia di apertura mancano ormai pochissime ore. È il momento di assistere ai Giochi Olimpici di Milano Cortina.




