Marika Mascherona giovane donna di montagna: il ricordo di Anzi, Baumgartner, Sertorelli

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Donna di montagna, giovane donna di montagna. Amava la montagna in tutte le sue forme, amava il fuoco dell’agonismo e anche il silenzio e il raccoglimento che lo sci alpinismo può dare. Una di poche parole, una ragazza popolare nel senso che esprimeva quella semplicità della gente nata e cresciuta in montagna. Omar Anzi seguiva Marika Mascherona, tragicamente scomparsa ieri mentre sulle montagne di Valdidentro praticava sci alpinismo, da praticamente sempre. Un’amicizia significativa, un legame davvero saldo, una stima reciproca.

Ecco Omar: «Allenavo Marika fin dalla categoria Baby e ho accompagnato la sua crescita fino all’ingresso in squadra nazionale. Tantissimi anni insieme, un rapporto molto profondo», fa sapere Omar Anzi che abbiamo raggiunto telefonicamente mentre intento a camminare in montagna per ritrovare forze e speranza in questo momento davvero tragico. «Lo sci club Bormio era la sua famiglia. Dopo aver conseguito la laurea in Scienze Motorie faceva ginnastica ai bambini ed allenava la categoria Children. Ero legatissimo a Marika, allenava adesso mia figlia Rebecca», chiosa il direttore tecnico del sodalizio. Omar, bormino come Marika, continua: «Al di là di quello che ha fatto sugli sci, era umanamente una bellissima persona. Educata, sempre disponibile, un grazie sempre per tutto. Disponibile e allo stesso tempo una allenatrice preparata che si stava formando assai bene. Era una delle poche atlete arrivate nel giro azzurro venendo da una famiglia normale, questo ci tengo a dirlo». Marika e lo sci club Bormio prima di tutto. Poi la passione per lo sci alpinismo e comunque lo sport i generale.

Quando si cimentava nel ruolo di maestra di sci lo faceva con la Scuola Sci Sertorelli. Il direttore della Scuola Nicolò Sertorelli, nonché membro di Fondazione Bormio, ci fa sapere: «Non solo aveva a cuore il suo lavoro, ma la montagna in ogni suo dettaglio. Dalle gare allo sci alpinismo, dall’inverno all’estate. Sempre dedita a quello che faceva con serietà. Una tragedia che ha colpito la nostra comunità e il mondo dello sci giovanile».

Giacomo Baumgartner, presidente dello Sci Club Bormio e membro di Fondazione Bormio, tristemente afferma, proprio lui che ha perso suo figlio Matteo, giovane atleta, in un incidente stradale: «Ho visto poche persone che amavano lo sci in tutte le sue forme come Marika. Da atleta e da allenatrice. Quando gareggiava si è tolta diverse soddisfazioni, poi la Fisi dopo un anno aveva deciso di lasciarla a casa. Ha provato a continuare e poi si è dedicata alla professione di coach che stava svolgendo con devozione assoluta».

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