Daniel Yule ©Agence Zoom

Accontentiamoci del diciannovesimo posto di Simon Maurberger e godiamoci nella seconda manche la sfida di Noel alla bolgia di Adelboden, la sfida di Simone Del Dio allo squadrone di Matteo Joris. Quattro svizzeri nei primi cinque, con il re di Campiglio Daniel Yule che chiude la prima discesa davanti a Noel per 25 centesimi, poi la sequenza SUI con Zenhaeusern a 33, il meno atteso Nef a 35 e Meillard a 48. Intendiamoci, non è che la lotta per il podio sia limitata a questi, visto che i primi dieci sono piuttosto vicini, con Khoroshilov a 52, Schwarz a 59, Kristoffersen a 67, Muffat-Jeandet a 72, Matt a 76. Nella partita vogliamo metterci anche lo statunitense Luke Winters, no fear con il pettorale 45 e undicesimo a 86. Lui, come Atle Lie McGrath, sì il figlio di Felix, anche se con i colori norvegesi della mamma, quattordicesimo con il 75 di start a 89. Un centesimo in più di un certo Pinturault.
Certo un po’ di rammarico in casa Italia c’è tutto per Alex Vinatzer perché poteva tranquillamente far parte della combriccola, visto che viaggiava sui 4 decimi prima dell’inforcata sul muro finale. Ma in slalom fa parte del gioco, è questione di centimetri.
Entra nei trenta Stefano Gross, ventottesimo a 1.46, sempre troppo sullo spigolo; non si qualificano Giuliano Razzoli, davvero sconsolato alla fine per come faccia fatica a far andar via lo sci dalla curva, e Federico Liberatore. Inforcata, infine, anche per Tommaso Sala.