Noel ritrova il successo nel giorno più importante. Ottavo Razzoli

Non c’era un padrone nello slalom, un nome forte su cui puntare. Era una gara tutta da vedere perché mai come quest’anno la lotta era aperta. Alla fine ha prevalso lui, il francese Clement Noel, l’uomo indicato da molti come il modello dello slalom di oggi. 

Non era per nulla scontato scommettere su di lui. Vero che ha piedi e talento, vero anche che fino a questo momento aveva sbagliato. Tanto e a volte anche in passaggi banali. Una vittoria a dicembre in Val d’Isère, poi oggi ha estratto dal cassetto una seconda manche perfetta che lo ha proiettato nell’olimpo. A Yanqing, in un’altra giornata gelida, il re dello slalom parla francese. Con il sesto tempo nella prima frazione, seppure staccato di 38/100, poteva solo giocarsi il tutto e per tutto. O va o non va. È andata: vittoria con un buon margine, superiore al mezzo secondo. «È stata una delle gare più importanti della mia carriera. Non capita spesso di poter vincere una medaglia ai Giochi Olimpici. È un colpo solo – un minuto e 40 secondi ogni quattro anni. Sapevo di essere in forma. Le mie gare a gennaio non sono state buone, ma l’allenamento qui è stato davvero efficace». 

La medaglia d’argento è andata all’austriaco Johannes Strolz, che ormai non smette più di stupire e che dopo il titolo in combinata si prende il lusso di salire sul podio anche tra i pali stretti. È esploso qualche settimana fa: ha vinto lo slalom di Adelboden, poi è partito per la Cina dove ha conquistato due medaglie. La vera sorpresa è lui, oggi l’ennesima conferma partendo con il 19. 

Sebastian Foss-Solevaag si mette al collo la medaglia di bronzo, staccato di 70/100, 9 in meno di Henrik Kristoffersen che perde due posizioni e vede sfumare il podio dopo aver pasticciato sul finale. Nove centesimi che valgono una medaglia e che apriranno certamente alcuni ragionamenti in casa Norvegia. 

Giuliano Razzoli ©Agence Zoom

L’Italia ci ha provato, in modo particolare con Giuliano Razzoli e Tommaso Sala, rispettivamente nella seconda e nella prima manche. L’emiliano ha concluso ottavo, a 96 centesimi dalla vittoria e a tre decimi circa dalla medaglia. Sala ha invece perso tre posizioni finendo undicesimo a 1”28 dalla vetta, sciando però una bellissima prima manche. Non è arrivata la medaglia, ci sono state però piacevoli indicazioni e conferme.

Ci si aspettava molto da Alex Vinatzer, che continua però a non essere costante, a sbagliare un po’ qua e un po’ là. Le sue sequenze sono micidiali – quando riesce a incatenare una curva dietro l’altra – ma sbaglia ancora troppo e finalizza poco. Troppo poco. Esce dalla zona mista sconsolato, dopo un’uscita nelle porte conclusive e dopo una prima manche che comunque non era stata tra quelle perfette. 

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