La promettente velocista gardenese si racconta a SkiWeltCup.TV

Ne avevamo parlato subito, sul primo numero stagionale (novembre 2014) cartaceo di Race Ski Magazine, con Marcel Hirscher in copertina, intervistandola: attenzione a Nicol Delago, gardenese, nipote d’arte, classe ’96, perché rappresenta una bella fetta di futuro azzurro nella velocità pura femminile, con caratteristiche di scorrevolezza simili a quelle della prima Elena Fanchini. Ancora giovanissima, Nicol è andata a prendersi una splendida medaglia di bronzo ai Mondiali jr., confermandosi dopo i brillanti risultati ottenuti nelle prove cronometrate della discesa iridata di Hafjell. SkiWeltCup.TV l’ha intervistata. Eccone alcuni estratti significativi… 

ESEMPI
– «Ho tante persone da ringraziare per la medaglia mondiale – dice Nicol – quelli che hanno lavorato con me negli ultimi anni, ma anche coloro che ci sono sempre stati fin da quando ero bambina. E’ bello vedere che la fatica, l’impegno e il duro lavoro hanno portato frutti. Certo, davanti a me ho una lunga strada e tutto da imparare. Tina Weirather è un grande modello per me, non solo dal punto di vista sportivo. Nonostante i mille infortuni e le tante battute d’arresto che ha dovuto subire, non si è mai arresa, ha sempre reagito e ci dimostra ogni giorno che non dobbiamo mai rinunciare ai nostri sogni. Mi ricordo che una volta disse: ‘La sfortuna non esiste. E’ solo la vita che a volte ti mette alla prova per vedere quanto sei forte’. La Coppa del Mondo il prossimo anno? Penso che devo continuare a crescere in Coppa Europa e imparare ancora tantissime cose. E’ importante fare un altro passo avanti nel Circuito continentale».

SCUOLA – «Lo sport, sci in questo caso, è una scuola di vita per me. Ci insegna a vincere, perdere, come reagire dopo una delusione o come gestire un successo. Inoltre, ti permette di viaggiare in tutto il mondo e scoprire persone straordinarie, diverse. Mondiali? Olimpiadi? Sono sogni, ma è troppo presto per pensarci. Voglio solo concentrarmi sulla prossima stagione, gara dopo gara, giorno dopo giorno. Prima di iniziare di nuovo con la preparazione, mi prenderò un piccolo periodo di pausa. Il lavoro atletico estivo è faticoso, ma fondamentale per l’annata invernale. E’ importante fare un lavoro mirato, specifico. Farò sicuramente dei test per capire dove e come migliorare tra potenza, velocità, elasticità. Lavorare in squadra è divertente e stimolante. Nell’ultima stagione c’era un bel clima in gruppo, ci siamo aiutate a vicenda».