Robi: «Sono sereno, tecnicamente ci sono»

Bottino magro. Dopo i buoni segnali di Soelden, ci aspettavamo di più. Certo, la compagine azzurra delle ‘porte larghe’ è decimata, priva di Manfred Moelgg, Alex Zingerle e ora anche di Luca De Aliprandini. Ma gli altri hanno un po’ deluso le aspettative. Peccato. Il migliore è Roberto Nani. Decimo dopo la prima frazione, finisce quattordicesimo. Una gara discreta, ma per Robi oggigiorno un quattordicesimo posto è una piazza senza infamia e senza lode. Tutto qua. D’altronde il livignasco ci ha abituati bene. Lui tuttavia non se la prende e guarda sereno al futuro.

ECCO ROBI – Eccolo: «Prima cosa, non avevo dolore al ginocchio, questo è positivo. Alla vigilia avevo un po’ di male, durante la preparazione in Colorado sono stato fermo tre giorni. Le sensazioni in gara alla fine sono state positive dal punto di vista tecnico. Nella prima ho sbagliato nella parte finale del muro ma i distacchi non erano abissali. Nella seconda sessione ho cercato di attaccare, osare, rischiare. Sono partito forte, purtroppo nella parte finale ho perso otto decimi. Mi sentivo stanco, un po’ spossato. Ma guardo avanti con serenità, tecnicamente ci sono. E questa è la cosa più importante».